Elenco blog personale

mercoledì 28 luglio 2010

quell'unica domanda...

andate nel bosco, andate. se non andate nel bosco, nulla mai accadrà, e la vostra vita non avrà mai inizio.
andate nel bosco,
andate.
andate nel bosco,
andate.

domenica 25 luglio 2010

cambiano cielo non cambiano cuore
quelli che fuggono di là dal mare

giovedì 22 luglio 2010

vola

nell'incanto di tutti i silenzi che gridano vita...

domenica 18 luglio 2010

non c'è via di scampo

Una strana giornata,
non si muove una foglia,
ho la testa ovattata,
non ho neanche una voglia

venerdì 16 luglio 2010

sabato 10 luglio 2010

che differenza fa?

I will light the match this mornin', so I won't be alone
Oh, watch as she lies silent, for soon night will be gone
I will stand arms outstretched, pretend I'm free to roam
Oh, I will make my way, through one more day in hell

venerdì 9 luglio 2010

festivallo

festivallo? madechè, è robba da ggiovani, nun fa pemmè, nun ce vado mica al festivallo.
poi arriva il compleanno e la mia carissima sabri mi regala il ticchetto dell'heineken. posso forse rifiutarmi? e perciò che heineken sia.
si arriva comodamente in macchina, traversando km e km di pianura padana, ce la chiacchieriamo e il viaggio è piacevole e indolore. arrivati a mestre cerchiamo il posteggio dell'hjf. qualcuno l'ha avvistato??? esiste?? io dico di no. è una proiezione della nostra mente che vede cartelli gialli che recitano "auto/moto" come fossero oasi con palmizi e acqua nel deserto. alla fine buttiamo la machina in una specie di condominio e ci avviamo all'entrata.
sabri ed io abbiamo intenzioni tranzollissime, per questo concerto qua, nonostante sia il suo battesimo pj. ma lei ha la cianca matta, io sò io, perciò niente sbattimento, questa la parola d'ordine. appena recuperato l'amico gatto grande ci posizioniamo pertanto in un comodo bar che offre generi di conforto vari (incluso il cesso, naturalmente...). se ne passano così, tra chiacchiere, bevute e magnate, quelle 4 buone orette. se fanno le 17, perciò decidiamo con la massima calma di andare in perlustrazione e fiutare che aria tira.
all'ingresso primo brivido. mentre io tento la manovra denominata stappalabottijachetantociòlaltrotappoccultatonellasaccoccia l'omo della security apre lo zaino e con aria accusatoria  mi fa: "signora, la SCATOLA COI CD!!!!!!!!!!!!" ehmmmm ehm...in effetti nello zaino c'ho lo scatolone co circa 25 cd, tutto sto bendiddio appena donatomi dal megagatto, robba preziosa ancorchè, volendo, arma impropria a tutti l'effetti che mi venisse in mente mai di tirarla in faccia a chicchessia, sarebbero notevoli e alquanti punti di sutura... ma io sò na signora e anche l'homo securitas se ne avvede e mi lascia indenne, bottiglia attappata e scatola integra. fin qui tutto bene.
senonchè manco realizziamo che il palco sta a circa millanta km dall'ingresso che già vengono giù goccioloni, il cielo si fa oscuro, e soprattutto...INIZIA A TIRARE IL VENTO. abbè, sibbè, il vento. che tra tutti e 3 avremo ricevuto già diversificati sms di amici lontani che ci raccomandano "state attenti, tenetevi lontani dai piloni! state accorti!" il vento, ziocane. non è che sia preceduto da una grande fama metereologica sto hjf, perciò noi ci si mette la kway e mentre ci avviciniamo al palco (bè, avvicinarsi è na parola un tantinello grossa...) e mentre discretamente ci fradiciamo dalla cintola in giù, procediamo nasi all'aria, aspettando che sfoghino sti magna 3 mm di pioggia che ci erano stati annunciati. 3 mm stocazzo, potremmo anche commentare, visto che la pioggia dura quel tot. ma alfine se la pianta, noi ci posizioniamo, ascoltiamo skunk anansie (che belli sò belli ma alla terza canzione noi c'abbiamo già grave forma di orchite maligna).
mò c'è ben che pure lui fa la sua porca figura epperò, non per tirarmela (ahò e me la tiro annamo...) ma è la 5 volta in pochi mesi che mi ascolto ben e manco fossi na fan greve e grave de sti sette inesorabbili. signore pietà.
se vede che lassù qualcuno talvolta mi ama perchè sul palco esce eddie e sotto pressione ci fa alzare dal prato come molle ed esultare. dopodichè ben e sti implacabili finiscono il loro set, noi 3 ci piadiniamo e ci sistemiamo su un prato ancor più lungi dal palco, ma da cui si gode ottima vista su tutti i maxischermi  e con una cassa aerea (ma tanto il vento è cessato...) posizionata proprio davanti a noi. il suono è garantito, la visuale pure, namo col piscione preconcerto. sabri ed io ci si avvia verso i cessi chimici, quand'ecco che davanti a noi si apre la visione fiabesca della laguna di venezia, col campanile di san marco che si staglia nella chiara luce del crepuscolo. na roba magica davvero, senonchè posando lo sguardo un po' più in basso, verso il canneto dal quale si diparte la laguna, ecco che avvistiamo decine di figure di schiena. saranno rapiti dal paesaggio? no, stanno pisciando poeticamente rivolti verso la magia veneziana. l'invidia del pene monta in tutte le donne che pestano l'erba in attesa del loro turno al cesso, ma nzomma com'è come non è arriva pure il nostro turno e libere e belle ci riavviamo al nostro posto. intanto il sole sta calando orlando d'oro i profili delle nuvole, noi siamo aulici, bucolici e sognanti, non fosse che questi cazzo di canali sono la madre e la culla di millantamila zanzare tigre che, porelle devono magnà pure esse e ci attorniano con una certa qual insistenza. ma noi semo nati prima di loro (quantomeno di questa generazione qua) e c'abbiamo l'organizzazione gattonesca, autano e fargano spruzzati e spalmati a buffo, un po' per ogni dove. dopo puzziamo che respingeremmo anche l'attacco di una tigre siberiana vera, ma chissene.
io sò emozionata, perchè vorrei tanto, ma proprio tanto, che sabri venisse colta dal sacro fuoco anche lei, sarebbe così bello condividere, tra le tante cose, anche loro, e perciò, appena parte filippo vetro io salto su e inizio a sperare.
e i nostri non mi deludono, perchè inziano belli sparati con sequenza tiratissima fino a fixer, per poi farci tirare il fiato con small town che sono certa, ma proprio certa che a sabri non può non piacere. nel frattempo il micione è tarantolato come me e cià l'occhi sgranati manco se fosse pippato quintalate di sostanze proibite. breath,mfc, even flow, pt, evolution, unthoguth known, porch (su cui, rip, io perdo quasi completamente la voce e che piace tanto a sabrina (e come potrebbe del resto essere altrimenti???) e si chiude il primo set.
nella prima encore trova spazio l'inno delle popolazioni indigene (ma tanto chi le sente più le punture??) seguita da solat che, al solito, me mi fa sbroccare, al gatto pure, e sabrina sorride e ride e pare anche lei discretamente contenta. arms aloft e jeremy vanno a chiudere. mannò machedavero siamo quasi alla fine? chiede sabri. e io dentro di me sò felice che il tempo le sia sembrato breve, segno evidente che i nostri hanno trasmesso ciò che dovevano. 2 encore, eddie in canotta, che inzomma, daje, siamo uomini o caporali? è un gran bel vedere e anche questi particolari aiutano, no? got some, once, black, public image, alive e una rocking che sabri così non l'aveva mai sentita e ci rimane basita, da quanto la suonano tiratissima e meravigliosa. fine. ci salutano e ammè sale il magone perchè chissà quando li rivedrò, ma intanto sto qua con i miei amici e tutti e 3 siamo belli carichi e contenti e nemmeno le chilometrate che ci aspettano per arrivare alla machina ci spengono il sorriso e nemmeno l'idea che ci aspettano ore di viaggio prima di rivedere un letto, che domani si torna a casa e se ricomincia tutto il solito ambaradam.
grassie alla sconosciuta ragazza, simpatica e quasi sicuramente dopata, che ha scattato una foto a me e sabrina infagottate nella k-way con tanto di cappuccio in testa, che nel restituirci il cell, facendoci vedere la foto ci dice: "siete BEL LIS SI ME!!!"  e ogni tanto ce lo ripeteremo, che un po' di training autogeno non fa mai male.

grazie sabri, di esistere, e di avermi fatto un regalo così meraviglioso, grazie gatto grandissimo per tutti i regali e grazie a tutti e 2 per aver condiviso con me questa giornata.

giovedì 1 luglio 2010

dormire, forse sognare...

Like a cloud dropping rain
I'm discarding all thought
I'll dry up, leaving puddles on the ground...
I've had enough, said enough, felt enough