Elenco blog personale

lunedì 31 dicembre 2012

Bilancio...

dice che l'ultimo dell'anno se deve da fà e allora proviamo, come i ragionieri, affà la partita doppia. al solito, giorni e mesi di fatica, di stanchezza mentale e fisica, di scojonamento, timori assortiti, malesseri sparsi, noia a profusione. ma d'altro canto st'anno c'abbiamo avuto:
- una LAUREA
- una NIPOTE
- un TOUR
pertanto direi che no, non posso proprio lamentarmi. Bravo 2012.
2013, tu vedi che devi da fà...
(e stasera consoliamo le pupe sull'orlo di una crisi di nervi...)

martedì 25 dicembre 2012

non possiamo farceli mancare il giorno di Natale!!

MERRY CHRISTMAS!!!

o tannenbaum...

martedì 11 dicembre 2012

il mio cuore altrove

in questi ultimi mesi. ma domani me lo riprendo. domani torno a casa.

domenica 9 dicembre 2012

keep on trying...


nonostante la fatica e la stanchezza, nonostante le disavventure quotidiane, nonostante la paura. io non mollo.
io continuo a provarci.

martedì 4 dicembre 2012

yarn bombing!!



è allegria!!

mercoledì 14 novembre 2012

Tiber

che poi, normalmente, nello scorrere più o meno frenetico dei giorni, lo scorrere del nostro fiume passa per solito inosservato. ce lo sappiamo che c'abbiamo un fiume, ci piace sapere che c'è ma lui se ne sta lì, buono buono, locco locco, nascosto da argini mastodontici e inzomma apparte un manipolo di coraggiosi che corrono tra na pantegana e l'altra, noartri perlopiù ce lo scordiamo, il nostro Tevere.
finchè non capita la piena. e allora, eccotelo tiè, imponente e prorompente, si sente il rumore dell'acqua, si vede vorticare la corrente e veloci veloci scorrono tronchi, copertoni, monnezza varia, barchette alla deriva (du cervi, noooo, tre cervi!). i barconi ormeggiati vicino alle banchine se li ritrovamo coi tiranti che pare di sentirli che si incitano tra di loro "resistere, resistere, resistere!".
e tutti noi, che transitiamo per solito immersi nei nostri pensieri, i figli, la fidanzata, il mutuo, i compiti del giorno dopo, ecco che ci ritroviamo tutti sui ponti, a guardarcelo con occhio amorevole, il nostro Tevere.
qualcuno magari può pure chiamà l'esercito, e la protezione civile, ma noi, noi ci fidiamo e ne siamo anche un po' orgogliosi, alla fin fine...

sabato 3 novembre 2012

Mi regalo

rose nella coppa antica, una di quelle eredità a cui lei teneva tanto. chi avrebbe potuto immaginare che un giorno le cose non avrebbero avuto più nessuna importanza? lei non ricorda più nulla ma io ancora si e cerco di mantenere vivo ciò che lei amava. e in questi piccoli gesti cerco di resistere, tengo la rotta e provo a trovare un senso...

domenica 28 ottobre 2012

London calling...

louder and louder...

martedì 23 ottobre 2012

pertanto...

Vladimir Kush

pure questa se la semo levata dagli zebedei. ho visto il paradiso? anche no, però ho dormito alla grandissima...

domenica 7 ottobre 2012

il mio magnifico anatroccolo...

è partito... prima o poi mi abituerò all'idea. O no?

venerdì 5 ottobre 2012

domenica 30 settembre 2012

Promesse...


cerco di leggerlo piano, per paura di finirlo troppo presto, di perdermi qualcosa nelle righe, un paesaggio, un arcobaleno, un mercato, il rumore della pioggia, un sapore, una piega nei pensieri...

domenica 23 settembre 2012

Autumn

"Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo, 
la rosa non è più nella città"
Emily Dickinson
ma sul mio balcone c'è ancora St. Cecilia...

giovedì 20 settembre 2012

Livia

benvenuta in mezzo a sta caciara, tesoro dezzia!!! daje, tutto sommato c'è da divertirsi...


domenica 16 settembre 2012

Mi fermo un momento a guardare

Non correre. Fermati. E guarda.
Guarda con un solo colpo dell’occhio
la formica vicino alla ruota dell’auto veloce
che trascina adagio adagio un chicco di pane
e così cura paziente il suo inverno.
Guarda. Fermati. Non correre.
Tira il freno alza il pedale
abbassa la serranda dell’inferno.
Guarda nel campo fra il grano
lento e bianco il fumo di un camino
con la vecchia casa vicina al grande noce.
Non correre veloce. Guarda ancora.
Almeno per un momento.
Guarda il bambino che passa tenendo la madre per mano
il colore dei muri delle case
le nuvole in un cielo solitario e saggio
le ragazze che transitano in un raggio di sole
il volto con le vene di mille anni
di una donna o di un uomo venuti come Ulisse dal mare.
Fermati. Per un momento. Prima di andare.
Ascoltiamo le grida d’amore
o le grida d’aiuto
il tempo trascinato nella polvere del mondo
se ti fermi e ascolti non sarai mai perduto.

Roberto Roversi

mercoledì 12 settembre 2012

Storia naturale di una famiglia

"...Poi accende lo stereo, dice: ascoltati questa. E mentre inizia Do the evolution, si carica il basso in spalla e fa ciao con la mano."
mi è piaciuto molto questo libro consigliato da Lady Book. e non perchè il fratello della protagonista ascolta li pupi (del resto lui ha 18 anni, io...lasciam perdere). mi è piaciuto per lo sguardo adolescente di Bianca, per la rabbia di Andrea, per la forza empatica di Rosetta, per l'umana fragilità del Padre, per il coraggio della Madre, per l'entomologica osservazione degli altri da parte di Bianca. che l'aiuta a comprendere e a crescere.
Felice Casorati "Le signorine"
"...Sotto la ragazza più giovane, il corpo adolescente denudato, leggo il mio nome. Mi chiedevi perchè ti ho chiamata Bianca. Indica il dipinto e dice: guarda quante cose inutili hanno sparso in giro per lei, sembrano i Re Magi. Le hanno portato un mucchio di cianfrusaglie, segretamente invidiose. La nascita della donna nella bambina, qualcosa di magnifico. Fa una pausa. Inspira e stringe le ciglia: Ho sempre creduto che volessero rinascere ma non sono mai riuscite a farlo. Io si, quando sei nata tu."

domenica 9 settembre 2012

Wrigley Field - l'hanno rifatto...

Tonight I’ll be on that hill `cause I can’t stop
I’ll be on that hill with everything I got
Lives on the line where dreams are found and lost
I’ll be there on time and I’ll pay the cost

sabato 8 settembre 2012

domenica 2 settembre 2012

Settembre

e le rose, nonostante l'inferno agostano, continuano a fiorire. io torno a respirare e mi godo la compagnia di settembre. alla solitudine ci penseremo poi.

mercoledì 15 agosto 2012

Ferragosto

rimango al largo nell'acquario della mia fantasia...

it's hard to imagine...

things were different then, all is different now...

domenica 12 agosto 2012

Love him!!


venerdì 10 agosto 2012

I will light a match...

I will make my way, through, one more day in hell...

martedì 7 agosto 2012

Agosto

si si venitemi a dire che aspettiamo tutti con ansia l'estate e in particolare agosto ma soprattutto l'agosto in città. che ad agosto si parcheggia facile, c'è poca gente, ci si gode Roma e le sue bellezze eppoi c'è il cocomero e la grattachecca e l'isola d'estate coi film e i localini e tutta mia la città e tutte ste robbe qua.
venitemelo a dire, su forza, se avete l'ardire. Roma ad agosto è uno scenario post-apocalittico, è caduta la bomba atomica, si è diffuso un virus mortifero nella popolazione e noi 2-3 che ci si incontra per strada siamo gli unici sopravvissuti? ci manca solo la pioggia di cenere e stiamo apposto. Roma ad agosto sono le barricate create in casa, persiane sbarrate, chiuso ogni pertugio per non fare entrare i mefitici 39-40°. stiamo barricati e spatasciati sul divano, ma il divano è arroventato e ci si sente tanto san lorenzo alla graticola. non è umanamente possibile accendere un qualsivoglia fornello pena la liquefazione e allora ad agosto se magnano sempre le stesse cose, insalate, frutta, panini e anche chedupalle. uscire è l'impresa del mese, del resto quando usciamo ci si trova di fronte a serrande barrate, con su un cartello con la sdraia e un bel sole e su scritto l'allegro "arrivederci a settembre", bene e se abbiamo bisogno di qualcosa ad agosto?? ci trasciniamo cercando il più vicino supermercato, compriamo frutta e verdura (e anche chedupalle), salutiamo quasi ogni passante, pupille dilatate e sguardo straniato e torniamo a casa. dove poi sudiamo ci docciamo risudiamo e ci ridocciamo e così via fino a sera, quando si prova ad aprire le finestre e fare du passi vicino casa. silenzio, deserto, afa, zanzare, i fortunati intravedono persino qualche pantegana che spavaldamente si appropria di spazi solitamente inibiti, e ah si, le cicale (e le cicale cicale ci cale ci cale gesussanto!) e l'appiccico. passa talvolta qualche desolato straniero che se proveniente da paesi freddi sicuramente si starà rendendo conto del perchè e del percome a gennaio ha trovato su internet quel pacchetto così conveniente per venire a Roma, la città eterna.
ecco, più o meno è questa Roma ad agosto. e quindi venitemi a dire "che meraviglia, l'agosto in città!", su namo, venitemela a raccontare, sta favola bella che ieri m'illuse, che oggi t'illude, oh Ermione dei miei stivali.

venerdì 3 agosto 2012

Eddie Vedder - London 30/31 luglio


Un luglio da incorniciare.
5 concerti degli amati, LAUREA DELLA CREATURA, e per finire in bellezza Eddino a Londra.
Londra, e Londra nel bel mezzo delle olimpiadi è qualcosa che non si può raccontare a parole, io che adoro i giochi manco arrivo all’aeroporto e trovo i cerchi e fiumi di gente di ogni nazionalità, bandiere, colori, entusiasmo e insomma dopo 10 minuti so’ innamorata persa.
Na caciara festosa, colorata, arrembante, e talvolta pioviggina ma anche chissene, ci sono quei meravigliosi 19-20 gradi e io proveniente dall’africa subtropicale godo debbrutto. 3 giorni a sgambare e cercare di trattenere ogni immagine nella retina e nel ricordo, ogni momento, ogni sensazione.
Oh, ma quanto mi piace Londra ammè??? Mi piace la vitalità, mi piace l’energia, mi piace il casino e la multiculturalità e l’odore della metro, indimenticabile, e la cura delle piante e dei giardini, e la gentilezza (sarà solo olimpica o innata?) e i pub e la regina e le rose, ah le rose inglesi!, e persino il pupazzo polisemico me piace. un po’ meno mi piace il cambio euro-sterlina ma non si può avere tutto e questo da mò che ce lo so…
e però quando mi chiedono quale gara sono venuta a vedere, bè, ho attimi di esitazione perché effettivamente altrochè se mi piacerebbe vedere qualcosa ma nsomma c’ho na mission e non posso tradirla neppure per le olimpiadi.
E quindi andiamo a vedere il mitico Apollo Hammersmith, che sono curiosa assai.
pur non dovendo fare nessun tipo di sbattimento si arriva per tempo, si visita il merchandising che come esimersi e poi si cercano i posti 10c. ottima fila k centrale, ci si guarda intorno e si scopre un piccolo, prezioso  teatro con il palco così vicino, ma così vicino che quasi non ci si crede…
quando Glen inizia il set mezzo teatro è ancora vuoto, come di prammatica. Invece io lo aspetto Glen, che quanto mi era piaciuto l’anno scorso e sono proprio tanto contenta ci sia lui ad aprire. E’ simpatico, caruccio, spigliato, tiene il palco e last ma ovviamente not least ha una voce spettacolare. Perciò il suo set me lo godo parecchio (vogliamo parlare di in these arms, canzone di una dolcezza da squagliare anche i serci?? – sassi – ndr) anche perché esso ci fa un regalo inaspettato, una drive all night talmente da paura che non evoca in noi alcun rimpianto dell’originale (manco Angelina che pure l’ha sentita pochi giorni prima dall’autore).
E ora aspettiamo Eddie nostro, mentre sul palco c’è un andirivieni di addetti col camice bianco che sistemano le chitarre, elettriche, acustiche, gli ukuleli, ambè, e l’acqua. Machedavero ho scritto acqua??? Ma insomma sembra proprio acqua il contenuto di quei bicchieri piazzati sul tavolino a fianco alla valigia e inizia a serpeggiare il terrore che ci abbiano fatto lo scambio di persona, non è mica possibile.
Ma quando lui arriva e inizia walking the cow so che no, non ce l’hanno sostituito, è proprio Eddie con quella sua voce inimitabile e incommensurabile, quella che mi ha stregato e fatto prigioniera al primo ascolto, quella che riesce ad arrivare a tale profondità della mia anima da abbattere ogni muro e mi lascia indifesa e pura come un neonato, e solo lui ci riesce, solo lui, Mr. Eddie Vedder. E poi trouble e io già sono distrutta perché perché…trouble set me free…e poi non riesco neppure a scrivere la setlist della prima sera, sono le montagne russe e il cuore si scompensa innumerevoli volte, quella versione di good woman uccide e setting forth, far behind, guaranteed, una in fila all’altra e poi lukin e porch anche solo chitarra e voce ma quanta forza hanno??
Ad un certo punto anche l’arcano mistero dell’acqua si disvela, entra sul palco Harper e porta un ukulele a papà, e poi viene in sala con la mamma (ah però, che bella che è la mamma!!) e si siedono un po’ laterali ad assistere allo show. Compare anche Olivia ad assistere il padre e insomma la famiglia è al completo…la bellezza delle creature inutile descriverla perché del resto con due genitori così, come potevano uscì scarrafone??
Eddie mi fa (a me personalmente eh, tengo a precisarlo) anche i Beatles e il cerchio per me si chiuderebbe non fosse che…non fosse che arriva anche Glen sul palco, si avvicinano al pubblico e fanno una versione a cappella di sleepless nights da brividi, le due voci si intrecciano, i due diversi timbri si rincorrono e fondono in un impasto che leva il cuore.
E non fosse che Eddie poi fa arc. Non so proprio dire se e cosa ho pensato durante arc, so però le immagini che mi ha evocato, stelle nel cielo scuro e sterminato di una prateria, la forza della natura e lo sciamano che davanti al fuoco invoca la divinità, la fragilità e la forza davanti all’ignoto, l’immenso stupore, l’immenso dolore di fronte alla morte. Catarsi.
Hard sun e si va via, ma ce n’è un altro, niente paura.
Della seconda sera che dire? Che Eddie prende l’LP di quadrophenia, lo apre e fa vedere che all’interno c’è uno foto dell’Apollo, proprio questo teatro qua, dove ora si sta esibendo. E che a un certo punto, quando già pensavamo di essere all’apoteosi entra sul palco un tecnico di quelli col camice bianco, bisbiglia qualcosa a Eddie che fa un cenno al pubblico come per dire scusate n’attimo e se ne va. Dopo un minuto esce fuori…con Roger Daltrey… e allora forse eccola, eccola la vera quadratura del cerchio, ci sono loro, il passato, il presente, la musica che vive, per sempre.
Perciò non parlerò del pubblico che si alzava e si sbirrazzava perché a me è successo un fenomeno strano. Io so che di musica non capisco nulla ma so anche che la musica è una tra le cose che mi danno la vita, l’energia per andare avanti nei momenti no, la lievità, la forza, la gioia. Ed ecco che, avete presente “Up”?, io ho sentito la mia sedia e tutto l’Apollo, sostenuto da migliaia di palloncini colorati, prendere il volo e galleggiare, volteggiare nel cielo di Londra.
E ho visto le mie Cascate Paradiso.

lunedì 23 luglio 2012

The water


sabato 21 luglio 2012

Glorified G

Got a gun, fact i got two
That's ok man, cuz i love god
Glorified version of a pellet gun
Feels so manly, when armed
Glorified version of a pellet gun
Glorified version of a pellet gun
Glorified version of a pellet gun
Glorified version of a pellet gun
Don't think, dumb is strength
Never shot at a living thing
Glorified version of a pellet gun
Feels so manly, when armed
Glorified version of a pellet gun
Glorified version of a pellet gun
Glorified version of a pellet gun
Glorified version of a...
Always keep it loaded
Always keep it loaded
Always keep it loaded
Kindred to be an american...
Life comes...i can feel your heart...
Life comes...i can feel your heart through your neck...
Life comes...i can feel your heart through your neck...
Like some...i can steal your heart from your neck...
Glorified...glorified...

martedì 17 luglio 2012

17 luglio!!

cioè, capito come?? il mio pulcino, laureato!!!!!!!!!!

venerdì 13 luglio 2012

It's okay, it's okay (STOCCOLMA)


a Tegel arrivo talmente presto che le signore delle pulizie ancora non hanno terminato di spicciare e mi addormento quasi, seduta, gambe poggiate sulla valigia, testa tra le mani.
con lo stato catatonico che m'aritrovo manco mi siedo sull'aereo che già sto atterrando.
eccomi a stoccolma.
anche qua ero già stata, un po' di anni fa, con le sorelle di cuore a vedere un altro concerto, ma stavolta del bovaro e ci era tanto tanto piaciuta sta città nell'acqua e ce l'eravamo proprio goduta. così inizio subito a camminarmela, e mi ricordo le strade, le piazze, i luoghi, mi ricordo tante tante cose. cammino abbastanza in trance causa mancanza di sonno ma ciò che vedo mi ripiace quanto e più della prima volta.
naturalmente il fisico degli anziani ha dei limiti perciò il letto mi vede svenire moooolto presto, quando fuori c'è ancora il sole.
almanacco del giorno dopo: a stoccolma a luglio il sole tramonta alle 22 e sorge alle 3,45...
(come stanno le cose d'inverno, no, proprio non voglio saperlo...)
la mattina dopo, rinfrancata da sana dormita e da abbondantissima prima colazione (me faccio schifo da me, per quanto magno...), mi aggiro per le strade a godermi sta bellissima giornata con un cielo di nuvole chiare, temperatura mite (oserei dire che fa caldo), una luce gloriosa che illumina l'acqua, barche, giardini, fiori. ma che bella che è sta città ahò!
vado al mercato, visito un po' di negozi dove comprerei qualunque cosa solo che non posso perchè devo avere un solo bagaglio a mano, e ryan air è cattiva e perfida e io sto in giro da quasi 2 settimane e dubito di riuscire proprio a chiuderla, sta valigia. che peccato però.
vabbè, nel mentre che me la passeggio, rifletto sul fatto che qui siamo in svezia, ho l'immagine forse stereotipata degli svedesi come quella di un popolo estremamente civile e insomma tutto ciò per dire che sto pensando di andare a vedere com'è la situazione alla ericsson globe arena, visto mai che riesca stasera a tentare un avvicinamento al palco.
perciò verso le 13,30 arrivo, mi viene assegnato il n. 174, trovo Manu e Claudia, e tutti l'altri fanciulli esperti transennari. è una situazione mooooolto tranquilla, superiore alle mie stesse aspettative. si sta sciolti per ogni dove (abbè, perchè si certo, anche qui l'arena è inserita in uno spazio grandissimo comprensivo di stadio, centro commerciale, ristoranti, pub e quant'altro). si mangia, si beve, si chiacchiera, la mitica Mara prepara con altri un cartello dov'è scritto "LET'S STONE SING!". bella atmosfera, bella giornata, bella cumpa.
ci mettono in fila soltanto verso le 17 e considerando che l'ingresso è alle 18 direi che  posso ritenermi più che soddisfatta. sò precisi, sti svedesi, ci raccomandano di non stare troppo stretti, precisano che faranno entrare prima tutti quelli fino al n. 200 (ahò, ce sto puro io!!), si raccomandano di non barare e tutto perciò fila liscio come l'olio, mentre in fila si fa conoscenza con i nostri vicini.
alle 18 ci fanno entrare, passeggiando come fossimo a via condotti, assolutamente vietato correre, ma ecco tentiamo tutti  il passo da canguro, senza farci far tana dalla security che ci guata attenta. quando entro fingendo indifferenza vedo subito subito Manu che mi fa segno, tento la corsetta alla Alberto Sordi, vengo redarguita e ricammino, ma uffa, fatemi andà che c'ho l'amici già posizionati! quando li raggiungo oh, mi accorgo di toccare un ferro, e oibò la zia in transenna, ennamo! oh si certo, lato Stone, che è il lato più moscio (apparte che ammè Stone guai chi me lo tocca, attenzione) machissene, sono davvero tanto, troppo contenta.
stiamo belli comodi comodi, c'abbiamo le vivande atte ad evitare pericolosi cali di zuccheri, ci si può allontanare (con circospezione) per sondare i bagni (senza tema di smentite, senza se e senza ma, la Ericcson si aggiudica il terzo e ultimo posto, con i suoi bagni chimici, bleah...). l'arena è tonda (maddai, davero? se chiama globe per un motivo, probabbilmente...) e tutta rossa. e quindi arrivano gli X. al quinto ascolto essi me piaciono, sarà perchè sto ndo sto, sarà perchè inizio a rimembrare un po' di canzioni. su devil doll, mentre le sere precedenti è uscito Eddie, stasera, a sorpresa, compare Mike.ma avevo detto quanto è in forma Mike a sto giro?? (ad amsterdam si era tolto la maglia e poco stomaco, poca pancia, con tutti i suoi bei tatuaggi, bello, bello).
succede che alla fine della canzone Mike anzichè andarsene via si mette in un angolo e si ascolta tutto contento un altro paio di brani del set degli X. e poi ci si chiede perchè li si ama, sti ragazzi qua??
e si comincia. bè ecco, le mezze stagioni non esistono più, d'estate bisogna bere molto e mangiare tanta frutta, la politica è tutto un magna magna e i concerti si vedono meglio dalla transenna. probabilmente anche i luoghi comuni hanno quel fondo di verità perchè ecco, guardare da così vicino i ragazzi è per me un regalo inaspettato e meraviglioso. tutte le dinamiche sul palco, l'espressione dei loro visi, gli strumenti (oh ADORO il basso rosa di Jeff, LO VOGLIO! starebbe benissimo nella mia camera...)
qui a croceeocchio dovrei precisare che i momenti magici durano tutta la durata del concerto ma la mia top five dei brani è sicuramente questa: wishlist, GARDEN, ALL THOSE YESTERDAYS (oh, ho detto GARDEN E ALL THOSE YESTERDAYS!!!!!!!), off he goes (ah, sta canzone...) e crazy mary take a bottle take it down, pass it round (Eddie nostro stasera se beve vino francese, tradimento...).
tra tutti i momenti magici i più magici sono sicuramente quando Eddie legge il cartello di Mara (let's Stone sing!) e Stone se la ride, finalmente e chiacchiera e gesticola con gli autori; quando Eddie sale sulla cassa proprio vicino a noi e sembra guardarci tutti, uno per uno, e sorride; quando durante un assolo di Mike si sposta in un angolo e si mette a palleggiare con un pallone da basket, salvo poi perdersi il pallone che rimbalza e va a finì in mezzo agli strumenti, rischiando sfracelli ma invece no; quando ci ringrazia tutti perchè c'è in effetti un'atmosfera carica ma tranquilla, niente spintoni, niente risse, nessun bisogno di invitarci a fare i soliti 3 passi indietro; quando chiama un addetto alla security, gli indica una ragazza del pubblico e la fa salire sul palco e il viso di lei, diomio, na meraviglia...;
questo è il mio ultimo concerto del tour, me ne vado via in una nuvola di ebbrezza.

LOST
- l'abbonamento alla metro di berlino, il primo giorno (sennò che gusto c'è);
- un paio di scarpe da ginnastica (ma tanto erano davero arivate);
- la mia felpa di Seattle (e qui piango atroci lacrime di rimpianto, me ce tocca tornare...)

AND FOUND
- quella me forever young...

CONCLUSIONI (si, pare che je l'amo fatta...)
conoscendo un po' di gente che li segue so che nella "vita vera" siamo impiegati, insegnanti, medici, ingegneri, persone serie e responsabili, discretamente posate. e allora cosa sarà (che ti spinge a picchiare il tuo re...) quella vena di gioia esaltata e un po' folle che trovo negli occhi di tutti noi dopo aver visto un loro concerto, cosa ci porta a vivere per giorni accampati, a saltare come cavallette ubriache, a gridare come rondini al tramonto? per me è wash, si lava via il grigio topo di giornate spesso sempre uguali a loro stesse, si lava via la noia, il peso delle responsabilità, la paura del futuro. in quei momenti è come se ritrovassi quella parte di me, molto spesso inespressa, che mi fa una donna libera. e mi ricompatto, mi ricongiungo, mi riconosco davvero. sono quella e sono questa, sono io e io amo la musica e, come dice mi nipote pg (che mannaggia bubbà, nun se semio beccati!), amo abbestia i pj, tipo di un amore incondizionato.

e quindi grazie a loro e a tutti voi che ho incontrato sulla strada, mi avete regalato giornate esaltanti.
spero che ci rivedremo presto.

nel frattempo la pensione ornella di cesenatico può aspettare.

giovedì 12 luglio 2012

It's okay, it's okay (BERLINO)

e quindi si cambia formazione, a sto giro si viaggia con Daniele e Piero e dopo quelle 6 orette di intercity che ferma in ogni remoto, ignoto, infognato villaggio olandese e poi crucco, con visioni di mucche e poi cavalli e poi mucche e poi acque e verde che bello è bello eh, ma dopo un po' anche chedupalle, con noi periodicamente appesi al predellino a ingurgitare la maggior quantità di fumo possibile atta a tenere buona la scimmia, finalmente eccoci a Berlino.
ora, io in detta città ce sò già pervenuta 2 volte, la prima talmente tanto tempo fa che ho sfumate rimembranze della porta, della metro in cui si passava de là, del cipiglio minaccioso di chi ci timbrò il visto; la seconda invece il 15/8/2009, giorno che non potrò mai, mai più dimenticare, - chissà mai perchè - ed ho visto talmente poco e in un caldo così asfissiante che non conta, credo.
pertanto, giacchè stavolta invece avrò tempo e modo, vorrei riuscire a cancellare quella sensazione abbastanza opprimente che mi si propone quando penso a sta città. gnente albergo perchè Daniele qui ha casa, apperò.
e allora prendi la metro, scendi ad alexanderplatz, riprendi la metro u8, scendi dalla u8 prendi la u1 e finally eccoci a kreutzberg, dov'è casa.
seguono giorni di magnate interstellari (kebab, cinese, wurstel e similari, felafel ahhhhhh che bboni e quindi dove sono andate la mia colite, la mia gastrite che a casa anche solo lo sguardo su uno sparuto pomodoro mi distrugge??), chilometrate di cammino in giro per la città (grazie pièveloce Daniele, cicerone indistruttibile!).
immagini da conservare gelosamente in uno stipetto della memoria pronte ad essere cacciate fuori nei momenti blu: la semifinale degli europei italia-germania, vista da uno schermo piazzato sul marciapiede dal gestore di un negozio, seduta su una cassetta della birra, contornata da tifosi tedeschi gentili e accoglienti; il Tiergarten dove ho incontrato Cip, rosso con la pettorina bianca, troppo troppo carino; la colazione nel sole a Lausitzer Platz in uno stordente, inebriante profumo di tiglio, cani liberi che camminano tronfi a fianco al loro padrone, le sdraie sulla sabbia in riva allo Spree con birozzo in mano e al lato la 02 arena (che un sopralluogo non lo vogliamo fare?? non scherziamo...); la east side gallery coloratissima, ispirata, gioiosa; le serate trascorse ad ascoltare musica, ricche di previsioni, congetture, speranze...
ma si approssima la prima data e la casa inizia a riempirsi, io dividerò le coltri con Anna Maria, tanto caruccia, mentre il Grande Gatto si dovrà arrangiare in un posto pavimento, sul materassino del camping chè i letti sò finiti; tutto un andirivieni di gente, spaghettate condivise, bandiere disegnate, oh, eccoci, siam pronti alla lotta. ma quanto me piace ammè tutta la caciara emozionata che regna, ahò.
il 3 a sera ci portiamo alla 02, così, tanto per vedere che aria tira. andiamo e troviamo una tenda già piazzata davanti ai cancelli, forse 2 spagnole, non saprei, sto tramortita dall'idea che già ci sia gente alle 23 de la tarde. ci sono già carta e pennaroni, ci sono già il n.1 e il 2. ne consegue che i miei compari si scrivono immediatamente 3 e 4 sulle mani e si accucciano, il fato ha voluto così, il fato non si combatte. intanto iniziano ad arrivare volti amici: Mara!! Nello, e altri eroi che decidono di annottare, tanto non è per nulla umido, no madechè.
iniziano quindi i viaggi avantindrè per procacciare i pernottanti di cibo, bevande, coperte.
sistemiamo le creature e andiamo affà le ninne che domani sarà una lunga, promettente giornata.
e arriva il giorno del primo concerto berlinese. foraggiati più volte i regazzi, salutata tanta bella gente (LAFAN!, Fra, Carlo Alberto, Leo, Silvia, Claudia, Rossella e ma tanti assai altri), verso quelle 16 decidiamo di metterci più o meno in fila, che tanto de riffe o de raffe ci tocca ancannoi.
si entra comodi e ci si piazza al mixer, quello vero stavolta che qua il pit non c'è, ahimè. il mixer è per antonomasia un punto di ritrovo e infatti ecco Matteo e Paolo, due ragazzi coi quali ho condiviso la bolgia del Wulheide, 3 anni fa. ma che robbe che succedono alli concerti! con loro c'è anche marialuisa, una bella giovine che il giorno prima ha deciso di andare a visitare il museo dei ramones...e ci ha trovato un visitatore illustrissimo...si chiacchiera, si va sulla terrazza a fumare, se magna (ecchè nun se magna??), ci si sbirrazza il giusto, si fa ricognizione perlustrativa ai cessi (mi autonomino critica cessonomica e alla fine del tour stilerò una classifica con premiazione di quelli più meritevoli), insomma tutte le normali attività che precedono un concertone, fino all'arrivo degli X. il Grande Gatto (che un attimo prima ha promesso solennemente di proteggermi in caso di invasioni barbariche volte all'espugnazione della sacrosanta postazione) si dilegua in un nanosecondo, essì che non è propriamente un lillipuziano, il big cat grande fan di questa band di cui io conosco soltanto una canzione, "new world" (che io na volta l'ho sentita cantare da altri, in quel di washington city...)
e riecco la magia: buio, intro e i nostri giungono.
how I wished for so long how i wish for you today...e tutti noi camminiamo sulla lunga strada e a volte ci si incontra e non c'è nessun bisogno di dirsi addio, proprio no.
e poi voliamo in alto, tutti, e poi elderly woman (cellai con me??? hai detto a me??)
momenti preziosi: faithfull si si si we all believe, fedebbella mia, a casa col pancione ma anche qui, vicina vicina a me, tutto occhei, tutto occheeeeeiiii you don't have to run and hide away this is my plea this his my need THIS IS MY TIME FOR STANDING FREE..., e tanti auguri mamma di Mike, grande mamma che ci hai regalato sto genio! immortality che mi stende irreparabilmente, chiudo gli occhi e ascolto, semplicemente, la voce, la musica che mi porta in nessun luogo, in ogni luogo. e poi Eddie cerca nel pubblico na creatura (la fanciulla che era al museo dei ramones ci racconta che si era scritto il nome sul pacchetto di sigarette -ma fuma, machedavero?? noddai...) e poi la trova, un pupetto con un paio di cuffioni esagerati nelle orecchie, troppo buffo a vedersi. e poi crediamo nei miracoli, forse davvero non è troppo tardi...e poi vediamo le cose in modo più chiaro  e poi respiriamo e poi e poi è difficile da immaginare.. l'ahiahaihaihaiahi di jeremy è un urlo che esce dalle budella di ogni presente e poi si molla il guinzaglio e poi e poi  abbiamo strada da percorrere e continuiamo a fare rock in un mondo libero.
le facce all'uscita andrebbero immortalate perchè sfrante stralesse e tuttavia radiose.
siamo destrutturati e puri, è il 4 di luglio, giorno dell'indipendenza americana e domani è un altro giorno, si vedrà...

il 5 si ripete più o meno il copione, solo che gli eroi della transenna na seconda notte non la reggono e decidono di stanziarsi anch'essi al mixer che diventa appannaggio globale dell'italianità, con Mara, Nello, Claudia, Rossella, Piero, il Grande Gatto, Matteo, Paolo.  io invero sò anche un po' stanca, forse per simpatia e dopo 3 concerti come quelli che ho visto direi quasi completamente appagata.
senonchè...senonchè all'inizio arriva la pugnalata al cuore, waves rolls in my thoughts, e gli oceani ci trascinano via.
non starò qui ad elencare tutta la setlist, che è stata una roba, ma una roba...
dico però che durante come back non so manco bene io il come e il perchè, ma mi sono ritrovata a lacrimare come uno di quei pagliacci con la pompetta, che spingi ed escono fiotti, ecco, proprio così. forse pensavo alle tante volte che l'avevo cantata a squarciagola in macchina con Fedebbella, forse pensavo a mio papà, forse non pensavo a niente, cercavo di cantare e invece lacrimavo. e mother...ecco, seppur richiamata più volte dai desideri, no, non ci speravo proprio di poterla sentire. capolavoro.
finisce che non ho un filo di voce, sono ridotta no schifo, fuori piove e sto in un altro pianeta dove tutto è buono, tutto è bello, tutto è gentile, quando si è arrabbiati basta strillare una canzone e il veleno accumulato come per miracolo se ne esce. io non lo so spiegare perchè loro mi fanno questo effetto, non lo so.
so che quando il Grande Gatto mi legge la scaletta del Bruce che stasera suonava a Parigi, cose dell'altro mondo, eh, è Bruce e io lo amo, sia ben chiaro. epperò, epperò al momento per me, mi dispiace pure dirlo, ma non c'è battaglia.
Eddie, Mike, Stone, Matt, il Jeff (che iersera Eddie si è scordato di presentare, eggià) e Boom, i PEARL JAM, mi fanno stare bene, sempre.

3 ore di sonno e si va a Tegel, stavolta da sola, destinazione Stoccolma.

mercoledì 11 luglio 2012

It's okay, it's okay (AMSTERDAM)


this is my choice, this is my voice...

e come sempre quando sono vicina alla data della partenza per il tour penso a tutti i trasferimenti e gli sbattoni che dovrò fare (sali sull'aereo, scendi dall'aereo, prendi il treno, riprendi l'aereo, mettiti in coda, cerca il cesso più vicino, alza le gambe de nonna, abbassa le gambe de nonna...) e mi chiedo perchè non mi rassegno e prenoto alla pensione ornella di cesenatico, vista mare, pensione completa,sciabordio dei piedi nell'acqua e magara ce scappa pure un corso di acquagym e la circolazione venosa ne può trarre giovamento.
e invece si parte, prima tappa AMSTERDAM.
intanto una gran cosa l'abbiamo fatta, se semo levati da caron non ti crucciare e siamo sbarcati in quegli ottimi 19-20° che rinfrancano e rinfrescano, eppoi si va a casa di Claudio, l'amico stanziale in terra orange, bene, molto bene. il 26 ci raggiunge Angela, divisa e combattuta tra i suoi 2 amori...
ci dobbiamo tuttavia entrambe impegnare nel vanificare la fattura antipeggèm che qualcuno deve aver buttato sul nostro amico padrone di casa. sò 20 anni, infatti che Claudio insegue i ragazzotti di siattl e mò per un motivo mò per un altro, all'ultimo momento è sopraggiunto qualche impiccio e non è mai e dico mai riuscito a vederli dal vivo. na robba oltremodo devastante e noi di fronte all'incomprensibile ci si spaura anche un po', in verità.
e pronti via, si va a vedere ndo sta posizionato il nuovissimo ziggo dome. arriviamo e lo sguardo si sperde in questo enorme, enorme spazio che accoglie lo stadio dell'ajax, negoziristorantibirerie, l'heineken music hall (altro  spazio per concerti) e varie ed eventuali. a gennaio, quando comprammo i biglietti sto ziggo era ancora in costruzione e noi all'epoca ci avevamo pure piazzato un bah sconcertato perchè inzomma ci siamo capiti.
e arrivate ora ci si guarda intorno con l' occhi sgranati come quelli di un pupo davanti all'albero di natale perchè noi, noi ci abbiamo il palalottomatica, ecco cosa ci abbiamo noi, meschini. dopo l'incantamento si va a fare un po' di fila propedeutica all'ingresso 10c, senza trucco e senza inganno.
si entra con calma, si cerca di raggiungere il mixer, si appoggiano le spalle alla transenna e poi guardandoci intorno si scopre che esso mixer è di molto dietro di noi e quindi cos'è st'allucinazione?? ebbene si, ad amsterdam c'è il pit, meravigliosa invenzione che consente la sopravvivenza. c'è il pit e noi ci siamo dentro, bene, molto bene. ma claudio ancora non è arrivato e il core si scanta un tantino, chè le magie nere sò complesse da smontare e noi ci abbiamo poca pratica. ma invece eccolo, l'amico nostro che arriva, entra, si posiziona, ambembè. birra d'ordinanza, patate fritte con maionese me ra vi glio se, visitina al bagno (ah, la meravigliosa, linda abbondanza dei bagni dello ziggo...), visitina al fumoir, e noi ci dichiariamo pronti all'incomincio.
e anfatti arrivano gli x. dirò francamente che ho iniziato ad apprezzare questa band al quinto ascolto perciò meglio soprassedere, al momento.
dopo il loro set si deve attendere ancora quel tot e Claudio ci sta andando in fibrillazione ventricolare.  io invece improvvisamente realizzo che sono 2 anni che non vedo i ragazzi, DUEANNI luuuuuunghi lunghissimi e daje su, forzanpo' !! tutto buio, parte glass e finalmente, finalmente ci siamo!
siccome che io li amo e non li vedo da due anni mi pare inutile segnalare che ammè personalmente potrebbero suonarmi l'intero backspacer senza nullaltro e sarei contenta lo stesso (bè, oddio, magari esagero...), ma invece si apre con interstellar overdrive e già il tutto promette benissimo, belli tirati e io, e noi con loro.
l'esaltazione: brain of j., rats, lukin, green disease, rockin'
i colpi al core: in hiding (it's funny when things change so much it's all state of mind, si effettivamente..) nothingman, last kiss, smile, reign o'er me e vabbè l'indifference in chiusura, chevelodicoaffà...
bella atmosfera, bella lochescion, ragazzi carichi, audio forse un po' inferiore alle aspettative ma insomma non scordiamoci san siro...
finisce che siamo completamente persi d'ammore. e siamo solo all'inizio...
ndr: guardare claudio è stato uno spettacolo nello spettacolo.
la mattina 2 di amsterdam si dedica al signor van gogh, che Angela non c'è mai stata al suo museo e io millemila anni fa. ci regaliamo anche canonico giro in battello, che non si dica che non abbiamo dato almeno un'occhiata alla città.
ma a na certa le gambe prendono la via dello ziggo, siamo qui mica a fare le turiste. claudio è già nel pit, noi invece abbiamo i seated, per la seconda sera.
il copione si ripete pressochè identico fino all'ingresso dei nostri.
gli infami aprono con wash, no dico WASH!!!!!!!!!! bring it back bring it back, back to the clean form, to the pure form e io sono già nell'altra dimensione, proprio quella della forma pulita e pura della mia anima, del mio cuore, del mio cervello, lavato.
e subito dopo last exit, animal, solat, severed hand, corduroy, i got shit. si salta, si urla, quel grumo di pensieri pesanti e di preoccupazioni che talvolta abbiamo appoggiato sulla bocca dello stomaco se ne va senza manco salutare ed ebbene si, siamo felici.
e poi dissident e once, e glorified g. e deep, poi Eddie che imbraccia la chitarra e fa BUGS...
la prima encore si apre con release  i'll ride the wave where it takes me...
alone, footsteps
seconda encore.....crown of thorns (!!)  e sonic reducer e poi (qui quasi quasi mi gioco Angela...) baba.
per finire yellow ledbetter (e anche stavolta il caluccio non è vicino ammè, grrrrrrrr...)
27 canzoni, di cui 25 diverse da iersera. (ma come, vai a vedere più concerti della stessa band?? ma non ti scocci a sentì sempre le stesse cose??)
usciamo nella notte olandese sudati marci e profondamente, completamente rapiti.
domani si cambia formazione: Claudio resta a casa felice e beato, gli abbiamo tolto la fattura, Angela corre da quell'altro suo ammore e io...vabbè io naturalmente mi porto avanti e vado a berlino...

lunedì 25 giugno 2012

solo du parole, Dio

ma certo che lo so, hai ben altre cose da guardare, ben altre preoccupazioni, ben altre situazioni da monitorare, lo so. tuttavia fin da piccola sò sempre stata convinta che un occhio lo buttassi su ciascuno di noi e allora mi permetto di importunarti, du parole, du minuti, scusa Dio. non ho idea di quali piani ci siano in serbo per me (che poi, boh, ci saranno sti piani?) ma nel caso in cui ci sia, che so, l'orologio che si deve fermare in una tot data, o avvenimenti flagelliferi vari che devono sconvolgere la mia pulciosa vita (nel senso di piccola, eh, non in senso dispregiativo, non mi permetterei mai), ecco, Dio, volevo dirti sta cosa. io ecco, io andrei. giusto un paio di settimanelle, sai, e cosa vuoi che siano nel cosmico andare del Tempo, quello che si conteggia in milioni di anni, in due settimane phileas fogg manco a bombay era arrivato, figurete, persino i topi c'hanno na gravidanza che dura più di 2 settimane, pensa te. e quindi, ecco, casomai ste due settimane me fai stà tranquilla? si potrebbe rimandare qualsivoglia molesto accadimento mi riguardi di un par de settimane? grazie, Dio, ci si può parlare con te, meno male. bè vabbè, quasi quasi mi allargo allora. è che dovrebbero succedere belle cose, tra fine giugno e luglio, lauree presempio, eddie presempio. così ecco, facciamo che se c'è in pentola qualcosa di spiacevole per me lo rimandiamo ad agosto? che tanto agosto è un mese che mi sta sulla cippa e mi aspetto sempre qualcosa di brutto, ad agosto. perciò sto preparata, se del caso. che dici, se po' fà? oh, allora tutto ok?  mi fido di te, come diceva qualcuno, e vado.

lunedì 18 giugno 2012

Suite francese

come vorrei poter leggere anche le altre due parti di cui avrebbe dovuto essere composto questo grande, grandissimo libro...

“Guardò ancora una volta tutto quello che era riuscita a portare con sé, ‘tutto quello che aveva salvato!’: i suoi figli la sua valigetta. Toccò i gioielli e il danaro nascosti sul petto. Sì, in quei terribili momenti aveva agito con fermezza, coraggio e sangue freddo, non aveva perso la testa… Non aveva perso… Non aveva … Improvvisamente gettò un grido strozzato (…) Abbiamo dimenticato mio suocero- disse la signora Péricand, scoppiando in lacrime”.

martedì 12 giugno 2012

da che dipende?

dipende da me. ho capito bene questo concetto, ossia che dipende da ciò che uno è in quel preciso momento, da ciò che vuole venga espresso di sè in un concerto, da una band.
in questo periodo della mia vita io cerco  di togliere, non di aggiungere.
cerco sobrietà,  minimalismo (mi bastan poche briciole, lo stretto indispensabile...poi non è vero, però la tensione sarebbe quella).
e poi vado cercando anche furore, perchè insomma si, c'è anche una rabbia interiore per tante cose che capitano e non mi piacciono ma essendo per natura abbastanza quieta io il furore e l'indignazione difficilmente li caccio fuori.
emozioni profondissime e inspiegabili, quelle che arrivano come una tranvata e che non si possono/vogliono scansare.
sentirmi fuori da me stessa, perdere contatto con lo spazio, il tempo, il luogo.
bè si, mi rendo conto, non è che io chieda poca roba. però dipende. e da che dipende? da me, da ciò che sono hic et nunc e che incontra talvolta, in un'alchimia inesprimibile ciò che sono anche in quel preciso momento altre migliaia di persone e una band, su un palco.
sta roba qua, una specie di miracolo, praticamente, per me non si è verificata a milano a sentire il Bruce nostro.
parecchi motivi razionali:
- troppa, troppa gente sul palco. fiati, tamburi, maracas, campanelle machedè?? non sento bene le chitarre, il basso, la voce. sono conservatrice forse perchè inesorabilmente invecchio ma la e-street non la trovo più.
- troppa robba: sti cartelli, gesussanto, ammè mi hanno anche un po' sfracassato gli zebedei; e le fanciulle sul palco, una volta, due volte, alla terza mi sembra solo entertainment e ne faccio anche a meno, francamente; i bambinelli che cantano waiting on a sunny day, joseph mary e all saints, darei l'arresti domiciliari a tutti i genitori di minori di anni 9-10 i quali, povere anime, sono trasportati loro malgrado in una ressa apocalittica, hanno sonno e non possono dormire, hanno fame e non possono mangiare, ma soprattutto, diciamocelo, che cippa mai glie ne può fregare a loro di brussprinstin??? e invece a' papà, c'è bruuuuussss canta a' papà, canta a' mammà, che poi bruce ti piglia e ti fa na carezza che altro che la carezza del papa, a' mamma... io onestamente li spregio abbastanza, sti genitori qua, lo dico.
- Bruce: fermo restando che Bruce è Bruce e non si discute, egli è un meraviglioso uomo di anni 63 e sembra sereno e sembra appagato. la rabbia e il dolore e la denuncia che sono presenti nei suoi testi anche recenti non mi pare facciano parte di lui, di ciò che è ora. io lo percepisco così e sarebbe anche proprio bello se fosse davvero così.
e quindi, alla fine della fiera, io a san siro il 7 giugno sono stata assai contenta perchè ero vicina a tante persone che amo, ho ballato e cantato e mi sono tanto tanto divertita però sono stata sempre e dico sempre presente a me stessa, sapevo dov'ero, con chi ero, cos'ero.
perciò so per certo che dipende da me, ma io vorrei, fortissimamente vorrei, perdermi completamente nella musica, dal momento in cui entra la band al momento in cui saluta.
ho speranza però. aspetto, perchè forse manca poco...

lunedì 4 giugno 2012

waiting for...

anche io, come credo tutti, sto sempre là ad aspettare qualcosa. ci sono attese importanti, una nascita, un lavoro, una casa, e poi ci sono altre attese. un concerto, ad esempio. e tutto ciò che ormai da anni è legato ai concerti di questo bovaro del nj. le mie sorelle, ad esempio. i miei amici, ad esempio. e queste attese, sia pur costellate da un certo qual terrore di eventi improvvisi e deleteri che potrebbero deviare il corso del vagheggiato, queste attese rappresentano la mia aria. ci siamo quasi. ce la possiamo fare.

sabato 2 giugno 2012

I got...


lunedì 28 maggio 2012

May...

May you always do for others
and let others do for you...
May your heart always be joyful,
may your song always be sung

domenica 27 maggio 2012

Sam Cooke, adoroooooo!!


Il coratto magiglioso

Il coratto magiglioso
Sei forse tu, coratto magiglioso,
che zampilli nella notte,
o sei solo un vlasco virzo
che papilla i miei pensieri?
Non temere di spigliare
le tue vezze al mondo intero;
non c’è tempo per scrugliare
i vasilli diamantini,
ma il coratto magiglioso,
che s’imbilla e si scorazza,
non tien conto della sbroglia
ma s’infoglia nella spazza.

Gianfilippo Caraglia 

domenica 20 maggio 2012

Mica lo so

Marion Bolognesi

non ho proprio nessuna idea di cosa ci salverà, se poi qualcosa davvero ci salverà o se invece siamo persi per sempre, per sempre crepe e abissi e nient'altro.
non sono in grado di fare analisi, non ne sono capace. perchè alla fine mi sento soltanto un contenitore, non un contenuto; tiro dentro ciò che credo valga la pena tirare dentro, butto via ciò che non mi convince. poi talvolta scopro che qualcosa che ho tirato dentro era monnezza e qualcosa che avevo gettato invece era un diamante. si, come scriveva Whitman, mi contraddico, perchè sono spaziosa e contengo moltitudini. e quindi spesso non riesco ad analizzare, pur raccogliendo dati dove posso. di chi possiamo fidarci? chi è che non ci tradirà? io mica lo so. oppure lo so limitatamente al particolare, non all'universale. e perciò non so neppure se e cosa, eventualmente, può salvarci. di grandi gesti se ne vedono pochi e allora ci affidiamo a quelli piccoli. alla cura. delle persone, degli animali, delle cose. forse soltanto questo può salvarci, guidare i nostri piedi, non farci cadere, in questo luogo di crepe e abissi.

sabato 19 maggio 2012

un sepalo, un petalo e una spina

A sepal, petal, and a thorn
Upon a common summer’s morn,
A flash of dew, a bee or two,
A breeze
A caper in the trees,
And I ’m a rose!

Un sepalo, un petalo e una spina
In un comune mattino d’estate;
Un fiasco di rugiada, un’ape o due,
Una brezza,
Un frullo in mezzo agli alberi;
Ed io sono una rosa!

Emily Dickinson

domenica 13 maggio 2012

Rispetto

Sleeping girl - Roy Lichtenstein

"Così, la massima generale della saggezza diviene per Democrito proprio il rapporto con se stessi, più precisamente con uno sguardo interiore che, certo, ha introiettato i valori e i giudizi della polis , ma che rintraccia in fondo proprio e solo nel soggetto stesso la fonte della morale:

Non ci si deve vergognare di qualcosa più davanti agli uomini che davanti a se stessi e, parimenti, non si deve operare qualcosa di male più facilmente se nessuno viene a saperlo che nel caso in cui lo scoprano tutti gli uomini. Al contrario, si deve avere rispetto anzitutto di se stessi e bisogna imporre alla propria anima questa legge, così da non compiere nulla di sconveniente"

Rispetto - Roberto Mordacci

lunedì 30 aprile 2012

domenica 29 aprile 2012

sorprese e metafore

troviamo anche afidi, cocciniglie, mal bianco, certo, che mica stamo nel giardino dell'eden. epperò tutto questo mi ricorda qualcosa...

giovedì 26 aprile 2012

strilloni

 
non mi piace la gente che strilla. cosa c'è da strillare, dico io, siamo allo stadio forse? ad un concerto? pensano che siamo tutti diventati non udenti?? hanno vinto al superenalotto? hanno trovato un cadavere putrefatto? non so, io non la capisco sta mania di strillare. anzi, se proprio devo dire, mi puzza un po'. nel senso che se uno per affermare le proprie idee ha bisogno di strillare c'ho l'impressione che quello che dice non sia poi così talmente degno di attenzione. e quindi non dirò ciò che stanno dicendo un po' tutti a destra, al centro, a sinistra. dirò che Grillo non mi convince perchè strilla.

mercoledì 25 aprile 2012

buon 25 aprile!

appena sveglia accendo la radio. telefonate con testimonianze di chi c'era, il 25 aprile del '45. i ricordi di famiglia non comprendono quel giorno, chè Roma era stata liberata in giugno  e mamma lo ricordava con un sorriso felice, la folla per strada, la bella ragazza tirata sui carri armati degli alleati, la gioia. ascolto la radio: chiama una signora di Cuneo che all'epoca aveva 10 anni, racconta. e io, ascoltando le sue parole, mi ritrovo in lacrime. buon 25 aprile!

Il Monumento
Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d'un macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA.


Piero Calamandrei

lunedì 23 aprile 2012

snob?

ma davvero non mi capacito di come nei primi posti delle classifiche dei libri più venduti in Italia ci debba sempre essere almeno uno scrittore-cantante (o anche due), o uno scrittore-attore, o uno scrittore-giornalista. per carità, saranno anche bravi. scriveranno anche bene. però mi innervosisce che tutti, ma proprio tutti si sentano come in dovere di pubblicare almeno un libro. che poi io già c'ho dentro l'ansia di tutto il non-letto, no, non mi ci metto a leggere pure loro.
però ogni tanto mi ascolto un loro cd, o mi leggo un articolo, o mi vado a vedere un film. e magari così famo pace.

sabato 21 aprile 2012

Happy Birthday!!!

Roma mia bella...

domenica 15 aprile 2012

The big C

Marion Bolognesi
c'è questa donna di una quarantina d'anni che scopre di avere il cancro all'ultimo stadio e pochi mesi di vita. non dice nulla ai suoi cari ma grazie a questo evento si regala fiori e tuffi in piscine di altri, una decappotabile nuova e soprattutto la libertà nell'espressione di sè, con se stessa e con gli altri.
perchè il nodo in effetti è il Tempo. mica lo sappiamo quanto tempo ancora è a nostra disposizione. e a me piacerebbe davvero tanto arrivare al momento sapendo di aver detto ciò che volevo dire, fatto ciò che volevo fare, lasciato ciò che volevo lasciare e conservato, per coloro che amo, ciò che volevo conservare. e allora vorrei farli ora tutti i conti perchè magari quando sarà il giorno non avrò più parole per raccontare oppure sarà domani e allora non avrò il tempo. "hai presente come passano gli anni, quella illusione di senso che danno l'ordine e il dovere, una serie ininterrotta di urgenze, tu sui binari segnati e quegli altri binari che stanno di lato vuoti che uno dice c'è tempo, per quello c'è tempo poi un giorno all'improvviso capisci che il tempo non ti basterà e allora la vita intera si sposta nei binari vuoti: il suo vero senso. il tempo che hai speso a ricordare, immaginare, a tenere con te ostinatamente tutto quello che non c'è." si, ho presente. e allora vorrei saper dire ora a mio figlio ciò che credo sia importante, come la mamma di Enaiat, anche solo 3 cose, come quelle che dice lei. e vorrei conservare fino all'ultimo la mia dignità, in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà, in vecchiaia, in vecchiaia. walk tall, fino alla fine. poi forse di corsa farei ancora 2-3 cose, buttarmi col paracadute, vedere le balene, nuotare coi delfini, cose così. e le ceneri, dove vorrei fossero buttate? non è gentile lasciare questo tipo di decisioni a chi resta. forse un po' sul prato dell'olimpico (nick hornby docet). c'è, dietro al Campidoglio, un angolino da cui si gode una vista commovente, ci sono i fori, il Colosseo, Colle Oppio, 2 palme svettanti sulle rovine e vorrei stare anche là a far parte per sempre di Roma mia. e poi Villa Borghese, il giardino in cui sono stata piccola io e piccolo mio figlio e poi in ogni stadio o palazzetto dove si suona la mia musica. ma insomma forse non è così importante perchè io so che ci sarò comunque, ci sarò, in ogni luogo che amo. e allora chissà, forse non è neanche fondamentale dire tutto prima, alle sorelle di dividersi le mie pianticelle ed averne cura, a mio figlio che è lui il mio futuro; non così importante avere al mio fianco tutte le persone adorate e  raccontare ad ognuna quanto e perchè l'ho tanto amata, cosa vorrei per ciascuna delle loro vite: il dolore che si trasforma in forza, la comprensione di se stessi e degli altri, la compassione, la tensione nella ricerca di non procurare dolore, la dignità. 
forse già lo sanno.

giovedì 12 aprile 2012

oggi...

mi sento leggera leggera e sgargiante di colori. grazie...

lunedì 9 aprile 2012

fa freddo

qui, sul mio albero. I hold just one breath here within my chest.

venerdì 6 aprile 2012

reason with me

domenica 1 aprile 2012

Aprile

Mary Cicely Barker

venerdì 30 marzo 2012

Stoner

Che poi certe volte ci si casca proprio per caso, dentro alcuni libri. Mai prima della scorsa settimana avevo sentito nominare Stoner. Ha una vita banale, William Stoner, gli studi, un incarico universitario, un matrimonio che subito dopo il viaggio di nozze inizia a naufragare, una figlia molto amata e molto lontana, pochi amici, un amore. E in questa sua vita nessuna scelta radicale, nessuna "botta da matto", nessun combattimento. In apparenza un debole, uno che soccombe, un perdente, insomma. E tuttavia la sua vita in fondo assomiglia così tanto alle nostre piccole, insignificanti esistenze che non si può non ritrovare in lui qualcosa dei propri pensieri, il desiderio di non essere causa di sofferenze altrui, la ricerca interiore, la consapevolezza del dolore di ogni essere umano. Ognuno, volendo, ci trova qualcosa di quel sé che si tende a nascondere agli altri. 

"Era arrivato a un'età in cui, con intensità crescente, gli si prensentava sempre la stessa domanda, di una semplicità così disarmante che non aveva gli strumenti per affrontarla. Si ritrovava a chiedersi se la sua vita fosse degna di essere vissuta. Se mai lo fosse stata. Sospettava che alla stessa domanda, prima o poi, dovessero rispondere tutti gli uomini. Ma si chiedeva se, anche agli altri, essa si presentasse con la stessa forza impersonale. La domanda portava con sé una certa tristezza, ma era una tristezza diffusa che (pensava) aveva poco a che fare con lui o con il suo destino particolare. Sorgeva, secondo lui, dall'accumularsi degli anni, dalla densità dei casi e delle circostanze e dalla comprensione che era riuscito ad averne."

"Stoner" John Williams

martedì 27 marzo 2012

attitudini

 
e insomma cerco in coscienza di essere una brava cittadina, di inquinare il meno possibile, di fare la differenziata, di non prendere la macchina (del resto non ce l'abbiamo mica, la macchina, dovremmo rubarne una, casomai...) ma il bus, o andare a piedi, le cane le porto al guinzaglio, tranne che negli spazi autorizzati, e loro sono educate, pore creature. e raccolgo SEMPRE e dico SEMPRE ciò che devo. non solo per dovere (e neanche per piacere, mbè, non esageriamo) ma perchè non mi piace lasciare sporco, chè la città è la mia e io la amo.
nonostante ciò se c'è da ricevere un cazziatone,  tocca a me, è inevitabile. hanno da poco riaperto un giardino vicino casa, tanti anni che l'aspettavamo qua nel quartiere e finalmente...è di nuovo nostro. non ci sono cartelli indicanti che ai cani sono inibite le aiole e quindi felici e beate, andiamo a spasso nel giardino. ebbene, il primo cazziatone col giardino aperto al pubblico tocca a me. un energumeno che a momenti mi piglia a ceffoni mi dice che là i cani non possono andare ASSOLUTAMENTE e che farà mettere il filo spinato, lui, così vediamo se poi ci vanno...quando sono assalita a freddo io resto basita e proprio non riesco a rispondere a modino. così incasso e forse penso di essere nel torto. così chiedo al vigile di quartiere "ma i cani possono entrarci, nel giardino?" e lui "bè, certo, non ci sono mica i cartelli". bene, ci torno, ma solo col favor delle tenebre, chè l'energumeno mi ha annichilito e non voglio incontrarlo di nuovo. lui non lo incontro più, Dio sia lodato, ma un altro paio di ammonizioni le ricevo, da imprecisati guardiani, molto ma molto più gentili, in verità. fino a stasera. passeggiatina prima delle ninne, le mie cane annusano e la piccina fa la pipì. è un cane, il prato è il suo bagno, no?? ebbene passa un signore che gridando mi inveisce contro "FALLA PISCIARE IN CASA TUA, MALEDUCATA, CHE IL PRATO NUOVO L'ABBIAMO PAGATO NOI!!" e anche qui, ammutolita, non riesco a ribattere che forse un piccolo obolo per il nuovo prato ce l'ho messo pure io che abito qui da 17 anni. mi guardo intorno e vedo: 3 cani slegati che corrono felici nel suddetto prato (e presumibilmente hanno anche espletato le loro funzioni corporali, penso), 1 cane al guinzaglio ma anch'esso calpestante l'erba nuova (che pare di plastica, peraltro). e allora mi viene spontaneo il pensiero che forse io c'ho l'attitudine ad essere cazziata, forse perchè ho un aspetto tuttaltro che minaccioso, forse perchè vago un po' stordita guardando il verde giovane, la luna nuova, due stelle così luminose che il cuore perde un battito. e annuso la primavera, proprio come le mie cane.

domenica 25 marzo 2012

jazz

come tutte le persone che mi conoscono bene sanno, la musica è una componente essenziale della mia vita. è stata ed è oggi ancor di più, felicità profondissima, soccorso, ascesi, oblio e ricordo, gioia, gioia pura. le mie sorelle sanno che se dovessi essere, un giorno, confinata in un reparto di terapia intensiva, io vorrei le cuffie alle orecchie, con la mia musica.
fermo restando la passione esssaggerata che ho per il rock, ascolto e trovo qualcosa praticamente in ogni genere di musica, persino in quella sorta di rumore terrifico che ascolta e suona mio figlio. tutto quindi, tranne il jazz.
io lo detesto il jazz. mi fa venire il prurito, alcuni suoni li trovo addirittura urticanti, mi provocano malessere fisico e sudori freddi e bolle.  siccome che però sono sempre nella fase in cui ad ogni questione irrisolta voglio trovare una risposta, mi chiedo il perchè. perchè mai detesto il jazz? francamente non lo so. ma se ci penso, forse trovo una risposta nella mia giovinezza. il mio sabato e la mia domenica non assomigliavano granchè ai sabati ed alle domeniche dei ragazzi di oggi. per solito funzionava così: ci si vedeva a casa di una mia grande amica, un gruppazzo di scoglionati diciassettenni e poi diciottenni  e poi ....fino ai 21-22. alle volte la sera si usciva ma perlopiù il pomeriggio lo passavamo a casa di G., stravaccati sui divani, ad ascoltare la musica. quasi ogni settimana avevamo una novità da ascoltare e il rock entrava nella stanza e ci portava via, nelle città d'america, nelle backstreets, in quella west coast che poco tempo dopo avremmo calpestato, G. ed io. fin quando al ragazzo di G. venne in mente di imparare a suonare la chitarra e sviluppò l'insana malattia del jazz. volevo bene a questo ragazzo, buono, buffo, gentile. epperò da quel giorno in poi, per anni, nella stanza fu solo jazz. pat metheny, sonny rollins, charlie parker, max roach, tutti, tutti li abbiamo ascoltati. e a nulla serviva emettere un flebile lamento, chiedendo pietà, chiedendo crosby, springsteen, young, browne, niente.
poi ci siamo persi, il gruppo di scoglionati ed io (ma G., lei c'è sempre...). non ho più ascoltato un disco nè  sono stata ad un concerto jazz. perchè lo detesto io, il jazz.

venerdì 23 marzo 2012

My hometown

"... Ho pranzato in un minuscolo locale dietro la stazione...e ho osservato a lungo i visi intorno a me e, fuori dalla finestra, l'ultimo lembo di questa smalltown fra la stazione, il distributore di benzina, lo spiazzo deserto dove ferma l'autobus, le casette grigie di legno con il porticato, la strada principale che fluisce nella highway - My Hometown - di Bruce Springsteen, praticamente: quel nodo di solitudine e anelito, pace sepolcrale e ribollir di passioni, che è dentro a tutte le "piccole città" d'America e aiuta a comprendere tante cose di questo modo d'essere e di vivere."


New York l'isola delle colline - Mario Maffi

mercoledì 21 marzo 2012

la bora


questo vento agita anche me...

John William Waterhouse

lunedì 19 marzo 2012

a volte...

C'è troppa pioggia e sto perdendo quota
attraversando vuoti d'aria tra le nuvole.
Se piango in acqua non si nota
e in mezzo agli altri si consiglia di sorridere.

A volte io ho paura di voi più che della solitudine.

domenica 18 marzo 2012

giovedì 15 marzo 2012

i giardini di marzo

si vestono di nuovi colori, se sa...