Elenco blog personale

sabato 29 ottobre 2011

diminutio


un raggio di sole, uno squarcio d'autunno, colori caldi. va bene così.

giovedì 27 ottobre 2011

competitività


me la competizione non mi garba per nulla. ovvero, adoro vedere le competizioni sportive ma non avrei mai potuto essere una sportiva, oltre che per evidente latenza di talento di alcun tipo, per la mia assoluta mancanza di competitività. che parola antipatica.
eppure in giro non si sente altro: dobbiamo essere competitivi, vincere la competizione. io casomai preferisco defilarmi, posso? resto a guardare voialtri che vi sbattete per vincere e pianto l'erica, aspettando una visita delle fate.
 
"Le leggende associano spesso l'erica alle Entità Fatate, facendole dimorare fra i suoi rami e sconsigliando di sdraiarsi a dormire fra queste piantine, per non correre il rischio di essere rapiti dal mondo delle fate"

sabato 22 ottobre 2011

al mondo

                                                         (Real Love-Anze Malovrh)
Mondo, sii buono:
esisti buonamente,
fa' che, cerca di, tendi a, dimmi tutto,
ed ecco che io ribaltavo, eludevo
e ogni inclusione era fattiva
non meno che ogni esclusione;
su bravo, esisti,
non accartocciarti in te stesso in me stesso.
(...)
Fa' di (ex-de-ob etc.) -sistere
e oltre tutte le preposizioni note
abbi qualche chance.
fa' buonamente un po';
il congegno abbia gioco.
Su, bello, su.

Andrea Zanzotto

giovedì 20 ottobre 2011

il male minore

ho finito di leggere "Lettera di dimissioni" di Valeria Parrella.
una storia personale e contemporaneamente una storia collettiva perchè ognuno di noi vive la propria vita nella Storia e come dicono quelli che sembrano capirci, il battito d'ali di una farfalla può provocare un uragano dall'altra parte del mondo. ne consegue che forsanche noi che di certo siamo più pesanti della farfalla e sicuramente a più alto impatto ambientale, con i nostri minimi comportamenti e i nostri piccoli gesti possiamo influenzare ciò che nel mondo accade, per quanto ciò ci sembri risibile e a tratti assolutamente improbabile.
"scendendo a capofitto per i rami delle generazioni, Clelia riesce a trovare il suo posto nell'asse del tempo" che poi è ciò che capita a ciascuno di noi, che lo si voglia oppure no, che si abbia un super io esagerato o appena sviluppato. c'è sempre qualcosa, credo, nei codici di comportamento appresi, che ci riporta al nostro essere o voler essere attuale. e così Clelia arriva a narrare la sua, di storia. e racconta qualcosa che ci riguarda tutti.
curiosamente, ma forsanche no, trovo fili di pensieri che si uniscono a formare una trama. l'altroieri mi capita di leggere un post da un blog (questo: http://sempreunpoadisagio.blogspot.com/2011/10/il-nome-dei-nemici.html). e ieri finisco il libro.
capisco che c'è un legame tra queste cose apparentemente slegate. il divario tra ciò che volevamo essere e ciò che siamo diventati. com'è, una mattina ci si sveglia e  si coglie la differenza? alla cena dei compagni di liceo ritrovati su social network qualcuno ti dice che ti trova molto diversa dalla promessa dei tuoi 17 anni?
riguarda anche noi "la perdita di contatto tra ciò in cui si crede e il modo in cui si agisce, fino alla consapevolezza che le cose non si compiono all'improvviso, ma all'improvviso le vedi nel loro intero"?
io credo proprio di si, finchè, quando arriva quel giorno in cui tu riesci a vedere "l'intero" e forse misuri la distanza tra il tuo pensiero e la tua azione o inazione, magari riesci quantomeno a riflettere sul tema della responsabilità personale. della MIA responsabilità personale, quella che mi spinge a comprare cibo biologico a km zero ma non mi impedisce di lavorare per un istituto che insegue unicamente il profitto. devo pur campare, mi autoassolvo, mentre guardandomi mi scopro invecchiata. devo pur campare, e intanto il viso che mi guarda dallo specchio accigliato dice la sua improrogabile necessità di una crema antirughe. mi assolvo. cerco di scegliere il male minore, persuasa di fare bene.
parla di questo, il libro della Parrella. della responsabilità personale.
voglio continuare a pensarci, perchè io lo so che c'è in quella stessa me, una gran parte che rinnega l'assoluzione e interroga, incessantemente, quell'altra.

"chi sceglie il male minore dimentica rapidamente di aver scelto a favore di un male" 
(Hanna Arendt "La responsabilità personale sotto la dittatura)

domenica 16 ottobre 2011

la mia città


"...le mie orecchie sentivano la città incessante come una promessa.
mi arrotolavo nel letto con questa speranza nuova del cuore: era la città che mi aspettava. mi prometteva quello che sapeva di potermi dare: che non si sarebbe mai fermata, che la strada era larga e lunga e ci sarebbe stato posto, che qualcuno era sempre sveglio così da non sentirsi mai soli, che viveva, era viva, era viva e io stavo così vicino a una delle arterie che sentivo il sangue scorrere. mi addormentavo."

Valeria Parrella "Lettera di dimissioni"

anche per me è sempre stato così, sarà sempre così. per favore, non toccatemi la mia città.

domenica 9 ottobre 2011

abbiamo amato

Abbiamo amato l'Odissea, Moby Dick, Robinson Crusoe,
i viaggi di Sindbad e di Conrad,
siamo stati dalla parte dei corsari e dei rivoluzionari.
Cosa ci fa difetto per non stare con gli acrobati di oggi,
saltatori di fili spinati e di deserti, 
accatastati in viaggio nelle camere a gas delle stive,
in celle frigorifere, in container, legati ai semiassi di autocarri?
Cosa ci manca per un applauso in cuore, 
per un caffè corretto al portatore di suo padre in spalla
e di suo figlio in braccio 
portato via dalle città di Troia, svuotate dalle fiamme?
Benedetto il viaggio che vi porta, il Mare Rosso che vi lascia uscire,
l'onore che ci fate bussando alla finestra.

ERRI DE LUCA

giovedì 6 ottobre 2011

...è il perdono che non vedo e non sento...

Quello che manca al mondo è un poco di silenzio
Quello che manca in questo mondo è il perdono che non vedo e non sento
Tutta la gente intorno sogna di cavalcare il temporale
Quello che serve alla vita è acqua e sale
Io non sono quell’uomo che aveva un sogno
Che ne è stato dei sogni di questo tempo
Di che cosa parliamo in questa vita
Di che cosa nutriamo i nostri figli.

Quello che mancherà domani è un monumento all’uguaglianza
Quello che manca già stanotte sono mille parole d’amore
Perché c’è gente che parla d’amore in una lingua morta
Sono vivi e gli basta e sanno aspettare
Ma in quest’estate che sembra piuttosto dicembre
Non tutto va bene – oppure sì se vi pare.
Quello che manca al mondo lo vedo bene coi miei occhi
Quello che manca in questo mondo non lo posso raccontare
Io non sono quell’uomo che aveva un sogno
E nemmeno l’artista che aveva un dono
Ma anche un solo pensiero fa strada
Come tutte le grandi illusioni.

(Ivano Fossati)

sabato 1 ottobre 2011

mother...


Mother, did it need to be so high?
ora faccio un post-it per ricordarmene sempre.