Elenco blog personale

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domenica 13 luglio 2014

La voz a ti debita

 
...Che allegria, vivere
e sentirsi vissuto.
Arrendersi alla grande certezza, oscuramente,
che un altro essere, fuori di me,
molto lontano, mi sta vivendo...
 
Pedro Salinas

sabato 8 marzo 2014

I never hear the word "escape"

Non sento mai la parola "fuga"
senza un colpo al cuore.
Un'improvvisa attesa -
un impulso al volo.

Non sento di prigioni smisurate
abbattute da soldati, senza scuotere
le sbarre della mia - come un bambino -
per fallire una volta ancora.
Emily Dickinson
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sabato 15 febbraio 2014

O me! O life!

 
O me! O life!
O me! Mo lefe! of the questions of these recurring,
Of the endless trains of the faithless, of cities fill'd with
the foolish,
Of myself forever reproaching myself, (for who more
foolish thanI, and who more faithless?)
Of eyes that vainly crave the light, of the objects mean,
of the struggle ever renew' d,
Of the poor results of all, of the plodding and sordid
crowds I seearound me,
Of the emptyand uselessyears of the rest, with the rest
me intertwined;
The question, O me1 so sad, recurring - What good amid
these, O me, O life?

Answer
That you are here -that life exists and identity,
That the powerful play goes on, and you may contribute
averse. 
Walt Whitman
 
(per una volta la pubblicità è stata utile, mi ha fatto ricordare questa meraviglia...)


sabato 13 aprile 2013

L'anima...


Qualche parola sull'anima

L’anima la si ha ogni tanto.
Nessuno la ha di continuo
e per sempre.

Giorno dopo giorno,
anno dopo anno
possono passare senza di lei.
A volte
nidifica un po' più a lungo
sole in estasi e paure dell’infanzia.
A volte solo nello stupore
dell’essere vecchi.
Di rado ci da una mano
in occupazioni faticose,
come spostare mobili,
portare valige
o percorrere le strade con scarpe strette.
Quando si compilano moduli
e si trita la carne
di regola ha il suo giorno libero.
Su mille nostre conversazioni
partecipa a una,
e anche questo non necessariamente,
poiché preferisce il silenzio.
Quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,
smonta di turno alla chetichella.
È schifiltosa:
non le piace vederci nella folla,
il nostro lottare per un vantaggio qualunque
e lo strepito degli affari la disgustano.
Gioia e tristezza
non sono per lei due sentimenti diversi.
E’ presente accanto a noi
solo quando essi sono uniti.
Possiamo contare su di lei
quando non siamo sicuri di niente
e curiosi di tutto.
Tra gli oggetti materiali
le piacciono gli orologi a pendolo
e gli specchi, che lavorano con zelo
anche quando nessuno guarda.
Non dice da dove viene
e quando sparirà di nuovo,
ma aspetta chiaramente simili domande.
Si direbbe che
così come lei a noi,
anche noi
siamo necessari a lei per qualcosa.

 Wislawa Szymborska

domenica 16 settembre 2012

Mi fermo un momento a guardare

Non correre. Fermati. E guarda.
Guarda con un solo colpo dell’occhio
la formica vicino alla ruota dell’auto veloce
che trascina adagio adagio un chicco di pane
e così cura paziente il suo inverno.
Guarda. Fermati. Non correre.
Tira il freno alza il pedale
abbassa la serranda dell’inferno.
Guarda nel campo fra il grano
lento e bianco il fumo di un camino
con la vecchia casa vicina al grande noce.
Non correre veloce. Guarda ancora.
Almeno per un momento.
Guarda il bambino che passa tenendo la madre per mano
il colore dei muri delle case
le nuvole in un cielo solitario e saggio
le ragazze che transitano in un raggio di sole
il volto con le vene di mille anni
di una donna o di un uomo venuti come Ulisse dal mare.
Fermati. Per un momento. Prima di andare.
Ascoltiamo le grida d’amore
o le grida d’aiuto
il tempo trascinato nella polvere del mondo
se ti fermi e ascolti non sarai mai perduto.

Roberto Roversi

domenica 12 agosto 2012

Love him!!


domenica 27 maggio 2012

Il coratto magiglioso

Il coratto magiglioso
Sei forse tu, coratto magiglioso,
che zampilli nella notte,
o sei solo un vlasco virzo
che papilla i miei pensieri?
Non temere di spigliare
le tue vezze al mondo intero;
non c’è tempo per scrugliare
i vasilli diamantini,
ma il coratto magiglioso,
che s’imbilla e si scorazza,
non tien conto della sbroglia
ma s’infoglia nella spazza.

Gianfilippo Caraglia 

sabato 19 maggio 2012

un sepalo, un petalo e una spina

A sepal, petal, and a thorn
Upon a common summer’s morn,
A flash of dew, a bee or two,
A breeze
A caper in the trees,
And I ’m a rose!

Un sepalo, un petalo e una spina
In un comune mattino d’estate;
Un fiasco di rugiada, un’ape o due,
Una brezza,
Un frullo in mezzo agli alberi;
Ed io sono una rosa!

Emily Dickinson

venerdì 11 novembre 2011

Caminante


Caminante, son tus huellas
el camino, y nada mas;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace camino,
y al volver la vista atras
se ve la senda que nunca
se ha de pisar.
Caminante, no hay camino,
sino estelas en la mar.
 
Viaggiatore,
sono le tue orme
la strada, nient’altro;
Viaggiatore,
non esiste un sentiero,
la strada la fai tu andando.
Mentre vai si fa la strada
e voltandoti
vedrai il sentiero che mai
più calpesterai.
Viaggiatore,
non esiste una strada,
ma solo scie nel mare.

Antonio Machado

domenica 6 novembre 2011

ci si sveglia un mattino che è morta l'estate...

Ora pesa
la stanchezza su tutte le membra dell'uomo,
senza pena, la calma stanchezza dell'alba
che apre un giorno di pioggia.

sabato 22 ottobre 2011

al mondo

                                                         (Real Love-Anze Malovrh)
Mondo, sii buono:
esisti buonamente,
fa' che, cerca di, tendi a, dimmi tutto,
ed ecco che io ribaltavo, eludevo
e ogni inclusione era fattiva
non meno che ogni esclusione;
su bravo, esisti,
non accartocciarti in te stesso in me stesso.
(...)
Fa' di (ex-de-ob etc.) -sistere
e oltre tutte le preposizioni note
abbi qualche chance.
fa' buonamente un po';
il congegno abbia gioco.
Su, bello, su.

Andrea Zanzotto

domenica 9 ottobre 2011

abbiamo amato

Abbiamo amato l'Odissea, Moby Dick, Robinson Crusoe,
i viaggi di Sindbad e di Conrad,
siamo stati dalla parte dei corsari e dei rivoluzionari.
Cosa ci fa difetto per non stare con gli acrobati di oggi,
saltatori di fili spinati e di deserti, 
accatastati in viaggio nelle camere a gas delle stive,
in celle frigorifere, in container, legati ai semiassi di autocarri?
Cosa ci manca per un applauso in cuore, 
per un caffè corretto al portatore di suo padre in spalla
e di suo figlio in braccio 
portato via dalle città di Troia, svuotate dalle fiamme?
Benedetto il viaggio che vi porta, il Mare Rosso che vi lascia uscire,
l'onore che ci fate bussando alla finestra.

ERRI DE LUCA

domenica 3 luglio 2011

vigilia di restare

Tutto è pronto: la valigia,
le camicie, le mappe, la fatua speranza.
Mi spolvero le palpebre.
Ho messo all'occhiello
la rosa dei venti.


Tutto è pronto: il mare, l'atlante, l'aria.


Mi manca solo il quando, il dove,
un diario di bordo, le carte
di navigazione, venti a favore,
il coraggio e qualcuno che mi ami
come non so amarmi io.


La nave che non c'è, le mani attonite,
lo sguardo intento, le imboscate,
il filo ombelicale dell'orizzonte
che sottolinea questi versi sospesi...


Tutto è pronto. Sul serio.


Invano.
Juan Vicente Piqueras

martedì 27 aprile 2010

poesia

domenica 4 aprile 2010

les paques à new york

Ahimè! Signore, T'u non ci sarai più, dopo Pasqua
Signore, pietà per gli Ebrei delle baracche.
Le umili donne, ignare, che ti accompagnarono al Golgota,
Stanno nascoste. In fondo ai tuguri, su immondi sofà,
Sono bruttate dalla miseria degli uomini.
Dei cani hanno rosicchiato le loro ossa, e nel rum
Nascondono il vizio incallito che va perdendo le squame.
Quando una di queste donne mi parla, Signore, io sto male.
Vorrei essere Te per amare le prostitute.
Pietà, Signore, per le povere prostitute.
Signore, sono nel quartiere dei bravi ladri,
Dei vagabondi, dei mendicanti, dei ricettatori.
Penso ai due ladroni che erano con te al Supplizio,
So che ti degni sorridere della loro miseria.

[…]
È un locale di Cinesi, sorridono con la schiena,
Per questo si chinano, pieni di moine come macachi.

Il locale è piccolo, con un intonaco rosso,
E curiose fotografie dentro cornici di bambù.

Ho-Kousai ha dipinto i cento profili di una montagna,
Come sarebbe il tuo Volto dipinto da un Cinese?..

Quest'ultima idea, Signore, mi ha in principio fatto sorridere.
Ti vedevo di scorcio nel tuo martirio.

Ma tuttavia il pittore avrebbe dipinto il tuo, tormento
Con più crudeltà dei nostri pittori Occidentali.

[…]
Degli strani riflessi palpitano ai vetri...
Ho paura, - e sono triste, Signore, d'essere così triste.

«Dic nobis, Maria, quid vidisti in via?»
- Tremare la luce, umile nel mattino.
«Dic nobis, Maria, quid vidisti in via?»
- Palpitare come mani biancori smarriti.

«Dic nobis, Maria, quid vidisti in via? »
- Trasalirmi nel seno il presagio di primavera.

Signore, l'alba è scivolata fredda come un sudario
E ha messo a nudo nell'aria i grattacieli.

Già un rumore immenso risuona sulla città.
Già balzano i treni, rombano e passano.
La metropolitana corre e rimbomba sottoterra.
I ponti vibrano al passare dei treni.

La città trema. Grida, fuoco, fumo,
Urlano rauche le sirene a vapore.
Una folla sudata per la febbre dell'oro
Si pigia e sprofonda in lunghi corridoi.

Offuscato, nell'intrico dei tetti fumanti,
Il sole, è il tuo Volto lordato dagli sputi.

Offuscato, nell'intrico dei tetti fumanti,
Il sole, è il tuo Volto lordato dagli sputi.

Signore, rincaso stanco, solo, estremamente depresso...
La mia camera è spoglia come una tomba...
Signore, sono solo e ho la febbre...
TI mio letto è gelato come una bara...

Signore, chiudo gli occhi e batto i denti...
Sono troppo solo. Ho freddo. Ti chiamo...

Centomila trottole vorticano davanti ai miei occhi...
No, centomila donne... No, centomila violoncelli...

Penso, Signore, alle mie ore infelici...
Penso, Signore, alle mie ore per le strade...
Non penso più a Te. Non penso più a Te.

Blaise Cendrars
New York, aprile 1912