Elenco blog personale
martedì 22 settembre 2009
venerdì 21 agosto 2009
manchester-londra
dopo
giro per berlino con un caldo strepitoso (ma niente a che vedere col
caldo che fa ora qua, ziocane...), namo che ci aspetta un altro aereo,
che vogliamo mica esse troppo sedentarie. salutiamo fede, che torna
indrio in patria, ed arriviamo a liverpool, john lennon airport, mica
cippe.
comodo
bus che ci sbarca a manchester, comodo albergo vicino alla men arena,
eccoci arrivate, cena con mara e mimmo, conosciuti ieri e tanto carucci,
forza a ninna, che domani c'è altro concertone.
mattina
dopo giro per la città che ammè non dispiace affatto (vero angela??),
pranzo in un pub che pare finto tanto è carino e via a prendere i
biglietti.
in
fila, oltre a mara e mimmo, iniziamo a riconoscere un po' le stesse
facce di berlino. c' è il giapponese che invece è australiano col
costumino dell'ape maia e un parruccone nero, c'è la coppia olandese
simpatica e gentile, c'è uno con la maglia del vote 4 change uguale alla
mia (ma come si permette?? volevo l'esclusiva...). entriamo, senza
correre per carità, anche qui grossomodo guadagnamo la 3-4 fila. pare
piu' tranquillo, tutti seduti fino all'arrivo dei gomez. ma pian pianino
il parterre si riempie ed io, per non sapere nè leggere e nè scrivere,
poco dopo l'inizio del set mi defilo e trovo posto in transenna
laterale, protetta da inglesone hooligan bello grosso col quale faccio
du chiacchiere, capendo all'incirca un terzo di ciò che mi dice, ma
sorridendo in continuazione, che fa amichevole e va sempre bene, così,
non per fare la bastarda interessata, ma magari si me se piazza davanti,
posso pure scansarlo dolcemente, che tanto ormai abbiamo rotto il
ghiaccio. arrivano i nostri e si va a incominciare. long road, dico, ma è
possibile?? sarà un altro concerto della madonna, penso io.
e
avrò ragione. a parte che a me va bene tutto, dopo aver aspettato per
anni e dico anni, questo momento, sto mica a fare la difficile, voglio
questa, no questa no che dupalle. non scherziamo. io sto esaltata pure
se me rifanno bee girl. ma invece mi fanno in hiding (zioccane!) not 4 u
e present tense, una delle mie fisse, e una rvm DA PAURA. su evolution
penso che qualcuno s'ammazzerà ma al momento sto talmente dopata che non
me ne frega na cippa e ballo e canto e canto e ballo e sto in un bagno
di sudore, co un tasso di adrenalina che manco c'avessi davanti un
serial killer psicopatico, alive con l'arena accesa e tutto il pubblico
che ribadisce che siamo vivi, altrochè!, io la trovo meravigliosa. ma
mica è finito, no no.
perchè
di second encore, sti anfami ce buttano smile (oddioddio, che bella che
è) e black e leash e una real me attesa da angela come il bambinello la
notte di natale. e con cosa chiudono, i bastardoni? con indifference
chiudono, che li possino. li amo.
non
so niente di tecnica, io. non ne capisco proprio, pur ascoltando musica
da sempre. capisco solo le emozioni e la furia e la felicità e non c'è
piu' nulla di brutto intorno a me, non c'è dolore, non c'è sofferenza.
la musica mi ha salvato tante volte e continua a farlo. non capisco la
tecnica, quindi, ma capisco se qualcuno suona bene o no. questi suonano
come se fosse l'ultima cosa che stanno facendo nella vita, ci mettono
tutto, e ambè se sanno suonare...
sto concerto me lo sono goduto piu' di berlino, incredibile a dirsi, ma a berlino ero come in trance, ancora troppo incredula.
all'uscita,
cercando di ricompormi, ritrovo un'euforica angela, mara, mimmo e colpo
di scena marcellino! che non è piu' marcellino, ormai s'è fatto grande,
è marcello, co tutta una banda di italiani tra cui anche jacopo, si va a
magnà il kebab, daje annamo.
la
fauna notturna di manchester vale un discorso a sè, perchè le ragazze
indigene sò davvero pittoresche, con tanto di minigonna d'ordinanza,
cosciotte al vento, tacchi alti e top, noi stiamo con felpe e giacchetti
e loro mezze gnude, mi fanno gran simpatia, e mi sembrano tutte cloni
di bridget jones.
ma poche ciance, ci si saluta e si va sotto le pezze, chè domani s'ha da ripartì.
london calling.
la
ranocchia di angela suona e suona, il che significa che è l'ora di
levarsi, ingozzare 3-4 colesterosissimi dolci inglesi, ingollare il
bibitone e via, a prendere il treno per londra.
sul
treno naturalmente, c'è un bel po' di jammers trasbordanti, mara,
mimmo, sylvia, ron. io provo la breve pennica ma i miei compagni sò
belli svegli e se la chiacchierano, attraversiamo la celeberrima
campagna inglese completa di mucche e cavalli e in men che non si dica
eccoci a londra.
il
tempo di orientarsi nella metro, individuare l'ammiraglio nelson
impalato (il che ci fa intuire che si, siamo davvero a londra), trovare
l'albergo, ricchiappare altra metro ed eccoci alla arena O2. angela me
l'aveva annunciato cosa m'aspettava, ma al solito la realtà supera la
fantasia. l'arena è qualcosa di enoooorme, meraviglioso, ogni tipo di
ristorante, bar, caffè, pista di pattinaggio, museo della musica, oh
signore machedavero? penso al palalottomatica e mi viene da piangere.
nel
frattempo recuperiamo biglietti e fila. vale (LA VALE), è un mito vero
perchè mi trova, tramite complicati intrecci (che lost in confronto è la
favola del lupo e dell'agnello, e io sò agnello) un biglietto 10c
seated....ambè, che qua pure standing ci sarà il massacro e io tengo
famiglia e ho da tornare incolume in patria.
solo
che il mio standing lo cedo ad una pulzella veneta che si mette
ovviamente subito in fila e il mio nuovo tkt seated lo dovrò attendere,
perchè le fanciulle che me lo cedono giungeranno qui non prima delle 18.
sono circa le 15,30.
ora,
io non credo di essere una ansiosa. oddio, magari lo sono ma non
esterno. bè, ste 2 ore e mezza di attesa biglietto, rega, le passo
sopraffatta dal panico. perchè al momento sono qui SENZA ALCUN
BIGLIETTO. non so se rendo. e se le fanciulle arrivano tardi? e se la
metro deraglia? e se cambiano idea e lo danno a qualcun altro? e se un
talebano le assale e le rapisce? e se vengono derubate dei documenti? e
se gli sto antipatica e il biglietto anzichè darlo a me lo buttano nel
tamigi che è qua a 2 passi? ommioddio. faccio l'om, tento il training
autogeno, tento ogni tipo di tecnica rilassante (ma ho partorito da
talmente tanto tempo che chi se ricorda piu'?? miss rossella respira
respira respira!!). STO SENZA BIGLIETTO E SONO LE CINQUE E
TREQQUARTIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII IIII!!!!!!!!!!!!!!!!
ma
era scritto che in questo tour tutto dovesse andare bene perciò mi
arriva il fatidico sms, recupero le fanciulle (claudia, rossella,
elisabetta, sante subito!), recupero IL BIGLIETTO, andiamo a cercare i
posti. che sono fantastici, gradinata lato mike, vista eccellente
sull'intero palco, compagnia simpatica, ora si che posso rilassarmi!
arrivano
i gomez ed io faccio come l'ammericani, dopo la prima canzione mi
accatto un cartoccione di patate fritte, un birrozzo, e mi siedo in pace
col mondo intero.
ma
ecco il momento, si va a incominciare...e si inizia con RELEASE,
machevvelodicoaffà???? che robba che robba, che colpo al cuore. e dopo
tiriamo dentro animal, corduroy, why go. arena impazzita, ai posti
seated ce fosse uno e dico uno soltanto seduto davvero e poi small town e
poi....immortality, mioddio, anche stasera ci vogliono morti, altro che
immortality. e poi rats,light years, insignificance, la nuova canzione
supersonic (che a dire il vero non mi ha particolamente impressionato) e
poi quei tot minuti in cui raggiungo l'estasi assoluta perchè fanno
footsteps e dopo io spero nella mamasan e invece attaccano love reign
o'er me e qua mi emoziono debbrutto perchè ditemi pure che eddie non je
la fa a farla, ditelo, tanto io non vi sento, io mi sento male quando
urla love e quest'urlo mi trapassa l'anima e mi commuovo e sono davvero
tanto, troppo felice.
seguono
evolution e alive e claudia dice noooo, alive nun l'areggo piu' (perchè
claudia li ha visti dal vivo un botto di volte e fa come me con
badlands, noooo ancora badlands, pietà...) e io le dico che è solo il
mio terzo concerto e no, non posso fare a meno di alive e lei sorride e
mi capisce.
betterman,
e crazy mary e pass it around, e la bottiglia passa di mano in mano e
leaving here e porch PORCH!!!!! che io la volevo ascoltare dal vivo e
finalmente eccola, e yellow e io la ballo, la ballo nella mia testa con
l'amico che tiene famiglia e non è qui, ma io ho pensato a lui (e a
fede a manchester e qui) tutto il tempo, ma proprio tutto tutto il
tempo. e prima o poi ci riusciremo a vederci un concerto dei nostri
insieme, vicini vicini, tutti e 3...
è
finita. bello, bellissimo, fantastico. eddie che sale su una cassa e ad
ogni set altrui si accende la siga e beve e spippetta, e mike che si
siede sul bordo palco a suonare e stone che pare tarantolato, e jeff che
ride e zompa e matt che picchia, ah se picchia.
sono i pearl jam e io li amo.
bello, bellissimo tutto. grande tour. je l'ho fatta...
Etichette:
VIAGGI=CONCERTI
berlino
allora, pare che je l'amo fatta.
cana sistemata, pupi al mare, creatura pure, piante accudite, si parte.
prima tappa berlino. aerioplano, io m'anninno, fede resta aggrappata ai
braccioli tutto il tempo e all'arrivo cià l'artrosi, quel tot di tempo per
capire come cippa fungono i trasporti della crucconia, breve sosta in albergo e
si va allo stadio.
oddioddio, si va allo stadio a recuperare i biglietti...
lo stadio sta dentro un parco, famigliole che fanno il picnic, birrozzi e
wurstelloni per ogni dove, trenino ciuff ciuff con bambini esultanti, si vabbè
ma lo stadio ndo sta?? cammina cammina, ecco il 10c. 2 minuti di fila e c'ho i
biglietti e il braccialetto in mano. io già qua necessiterei di rianimazione, la
stiamo perdendo carica a 100 libera!
ma mi faccio forza, me magno un wurstellone propiziatorio, birrozzo,
individuiamo i bimbi della ml (la VALE, AHO'!!!), se mettemo in fila. la fila si fa dentro un bar
all'aperto, sabbioso, coi tavolini, birre che scorrono a fiumi come nel paese
della cuccagna, accerchiate da slavi, polacchi e gente di lingua indefinibile,
età media forse 30 anni. io inizio ad essere nervosetta. 1: perchè sò anziana;
2: perchè c'è tanta gente, il posto è piccolo, stamo appiccicati, sudati,
assediati da parecchi già allegri alle 4 del pomeriggio, c'ho caldo e mi scappa
il piscione psicologico. e ripeto, sono appena le 4.
alle 5, dopo un tot di gomitate co diverse valchirie cattive, c'ero prima io, no
io sò arrivata da mò, madechè mò ti faccio menare dal mio fidanzato (che
naturalmente è grosso, ah se è grosso, brutto e cattivo!), alle 5 aprono i
cancelli. e di fronte SCALE. ora voi capite che significa dover salire di corsa
le scale e poi ridiscenderle, perchè noi siamo in alto e il palco è basso, io sò
anziana, me fumo l'anima possino ammazzamme e gna posso fare. è precisamente in
momenti come questo che mi sorge spontanea la domanda che poi mi si ripresenterà
ciclicamente nella stessa giornata e nelle altre a venire, ossia: ma ammè,
vegliarda madre di famiglia, che dovrei stà a casa a cucinà il ragù e a taglià
il cocomero ferragostano d'ordinanza, o stravaccata sul divano col ventilatore a
palla a vedè i mondiali d'atletica, ammè precisamente CHI CAZZO ME L'HA FATTO
FA'????????????????
e comunque, nel mentre che mi pongo la questione, corro, salgo le scale, sputo
un polmone, ariscendo le scale, me insabbio nelle sabbie mobili del catino,
corro, e come dio vuole arrivo. oh signore, je l'ho fatta, 4-5 fila, tutti
seduti, fede, angela e un tot di italiani gentili mi circondano, nonchè un
crucco al quale chiedo l'altezza da in piedi e la risposta è 1,93, ziocane,
ritengo utile scansarmi da lui, sia pur gentile... siamo pervenute, lo stadio
pare bello, anche se sta sabbia sotto i piedi m'inquieta non poco, il prato, o
meglio la spiaggia si riempie, siamo ancora seduti. chiacchiere varie, sete,
oddioddio che sete, alla security je rode il chicchero perchè dopo millanta
richieste si degna di allungarci un conetto d'acqua nel quale saranno contenute
forse 10 gocce, e fatevelo bastare! daje, su approdano sul palco i gomez. non mi
dispiacciono assolutamente anche se l'attesa inizia a farsi ansiogena, quando
arrivano i nostri?? a sto punto ho già perso 10 anni di vita, il che significa
che quando uscirò di qui avrò l'aspetto di benjamin button alla nascita, ma daje
daje ECCOLI, arrivano!!!!!!! entrano sul palco e succede il finimondo, nel senso
che tutti coloro che sono dietro di noi, cioè praticamente tutto il prato, cioè
praticamente centinaia di persone, si catapultano sopra di noi, spazio vitale
zero, spinte laterali, pressione che manco l'astronauti sullo shuttle, sto per
morire, ma intanto eccoli, li vedo, c'è eddie, proprio eddie davanti a me che
attacca why go. non ve lo posso dire, rega, non ve lo posso proprio dire, perchè
non so dirlo nemmeno a me stessa, cosa avviene dentro il mio cuoricino in questo
momento. è qualcosa di talmente emozionante che solo chi l'ha provato può
capire. è incredulità, radiosità, gioia allo stato puro, fomento, estasi tipo
santa teresa, energia. sta capitando davvero?? e la risposta è SI! HAIL HAIL THE
LUCKY ONES!!
a the fixer sento che la pressione è esagerata, c'ho il gomito di qualcuno nella
milza, il fianco di qualcun altro sul fegato, il mio braccio destro non so piu'
dove sia, il sinistro è pericolosamente contorto tra membra altrui, costole
premute, sò bassa, i miei occhiali stanno prendendo una strana direzione, li
vedo andare in un luogo che non è il mio naso, no, gna posso fà. mi faccio
estrapolare dalla security che finalmente serve a qualcosa ed eccomi sana e
salva sulla gradinata laterale, in compagnia di due tedeschine già estratte vive
prima di me, che gentili mi chiedono se sono integra. mi tasto e si, sono
integra, sono qui, sono felice.
io dopo i'm mine già vicina alla beatitudine, ma c'è brother e insignificance,
evolution, given to fly, hard to imagine, alive, ANGIE machedavero???? eddie fa
angie, signore pietà, e faithfull e sonic reducer e rockin' e yellow...
un crescendo, un'intensità, un pubblico fuori di testa (ma quanti ragazzi
viaggiavano in diving sul pubblico??? un'onda, una marea...)
eddie fuma e beve, beve, fuma e sputa e tutto è un sogno ma tutto invece è vero.
su yellow io vado in cima in cima, a guardare tutto lo stadio dall'alto, non
posso crederci che mi stia capitando.
concerto finito, recupero le mie compagne quasi incolumi (ma gli occhiali di
angela, mica tanto...), si cammina in mezzo alla moltitudine, si acchiappa la
metro, si raggiunge il letto, namo che domani si parte, destinazione manchester.
prima di svenire un pensiero attraversa nitido e si affaccia allo stato
cosciente: si, ora posso rispondere al domandone di cui sopra. ora so chi cazzo
me l'ha fatto fare...
cana sistemata, pupi al mare, creatura pure, piante accudite, si parte.
prima tappa berlino. aerioplano, io m'anninno, fede resta aggrappata ai
braccioli tutto il tempo e all'arrivo cià l'artrosi, quel tot di tempo per
capire come cippa fungono i trasporti della crucconia, breve sosta in albergo e
si va allo stadio.
oddioddio, si va allo stadio a recuperare i biglietti...
lo stadio sta dentro un parco, famigliole che fanno il picnic, birrozzi e
wurstelloni per ogni dove, trenino ciuff ciuff con bambini esultanti, si vabbè
ma lo stadio ndo sta?? cammina cammina, ecco il 10c. 2 minuti di fila e c'ho i
biglietti e il braccialetto in mano. io già qua necessiterei di rianimazione, la
stiamo perdendo carica a 100 libera!
ma mi faccio forza, me magno un wurstellone propiziatorio, birrozzo,
individuiamo i bimbi della ml (la VALE, AHO'!!!), se mettemo in fila. la fila si fa dentro un bar
all'aperto, sabbioso, coi tavolini, birre che scorrono a fiumi come nel paese
della cuccagna, accerchiate da slavi, polacchi e gente di lingua indefinibile,
età media forse 30 anni. io inizio ad essere nervosetta. 1: perchè sò anziana;
2: perchè c'è tanta gente, il posto è piccolo, stamo appiccicati, sudati,
assediati da parecchi già allegri alle 4 del pomeriggio, c'ho caldo e mi scappa
il piscione psicologico. e ripeto, sono appena le 4.
alle 5, dopo un tot di gomitate co diverse valchirie cattive, c'ero prima io, no
io sò arrivata da mò, madechè mò ti faccio menare dal mio fidanzato (che
naturalmente è grosso, ah se è grosso, brutto e cattivo!), alle 5 aprono i
cancelli. e di fronte SCALE. ora voi capite che significa dover salire di corsa
le scale e poi ridiscenderle, perchè noi siamo in alto e il palco è basso, io sò
anziana, me fumo l'anima possino ammazzamme e gna posso fare. è precisamente in
momenti come questo che mi sorge spontanea la domanda che poi mi si ripresenterà
ciclicamente nella stessa giornata e nelle altre a venire, ossia: ma ammè,
vegliarda madre di famiglia, che dovrei stà a casa a cucinà il ragù e a taglià
il cocomero ferragostano d'ordinanza, o stravaccata sul divano col ventilatore a
palla a vedè i mondiali d'atletica, ammè precisamente CHI CAZZO ME L'HA FATTO
FA'????????????????
e comunque, nel mentre che mi pongo la questione, corro, salgo le scale, sputo
un polmone, ariscendo le scale, me insabbio nelle sabbie mobili del catino,
corro, e come dio vuole arrivo. oh signore, je l'ho fatta, 4-5 fila, tutti
seduti, fede, angela e un tot di italiani gentili mi circondano, nonchè un
crucco al quale chiedo l'altezza da in piedi e la risposta è 1,93, ziocane,
ritengo utile scansarmi da lui, sia pur gentile... siamo pervenute, lo stadio
pare bello, anche se sta sabbia sotto i piedi m'inquieta non poco, il prato, o
meglio la spiaggia si riempie, siamo ancora seduti. chiacchiere varie, sete,
oddioddio che sete, alla security je rode il chicchero perchè dopo millanta
richieste si degna di allungarci un conetto d'acqua nel quale saranno contenute
forse 10 gocce, e fatevelo bastare! daje, su approdano sul palco i gomez. non mi
dispiacciono assolutamente anche se l'attesa inizia a farsi ansiogena, quando
arrivano i nostri?? a sto punto ho già perso 10 anni di vita, il che significa
che quando uscirò di qui avrò l'aspetto di benjamin button alla nascita, ma daje
daje ECCOLI, arrivano!!!!!!! entrano sul palco e succede il finimondo, nel senso
che tutti coloro che sono dietro di noi, cioè praticamente tutto il prato, cioè
praticamente centinaia di persone, si catapultano sopra di noi, spazio vitale
zero, spinte laterali, pressione che manco l'astronauti sullo shuttle, sto per
morire, ma intanto eccoli, li vedo, c'è eddie, proprio eddie davanti a me che
attacca why go. non ve lo posso dire, rega, non ve lo posso proprio dire, perchè
non so dirlo nemmeno a me stessa, cosa avviene dentro il mio cuoricino in questo
momento. è qualcosa di talmente emozionante che solo chi l'ha provato può
capire. è incredulità, radiosità, gioia allo stato puro, fomento, estasi tipo
santa teresa, energia. sta capitando davvero?? e la risposta è SI! HAIL HAIL THE
LUCKY ONES!!
a the fixer sento che la pressione è esagerata, c'ho il gomito di qualcuno nella
milza, il fianco di qualcun altro sul fegato, il mio braccio destro non so piu'
dove sia, il sinistro è pericolosamente contorto tra membra altrui, costole
premute, sò bassa, i miei occhiali stanno prendendo una strana direzione, li
vedo andare in un luogo che non è il mio naso, no, gna posso fà. mi faccio
estrapolare dalla security che finalmente serve a qualcosa ed eccomi sana e
salva sulla gradinata laterale, in compagnia di due tedeschine già estratte vive
prima di me, che gentili mi chiedono se sono integra. mi tasto e si, sono
integra, sono qui, sono felice.
io dopo i'm mine già vicina alla beatitudine, ma c'è brother e insignificance,
evolution, given to fly, hard to imagine, alive, ANGIE machedavero???? eddie fa
angie, signore pietà, e faithfull e sonic reducer e rockin' e yellow...
un crescendo, un'intensità, un pubblico fuori di testa (ma quanti ragazzi
viaggiavano in diving sul pubblico??? un'onda, una marea...)
eddie fuma e beve, beve, fuma e sputa e tutto è un sogno ma tutto invece è vero.
su yellow io vado in cima in cima, a guardare tutto lo stadio dall'alto, non
posso crederci che mi stia capitando.
concerto finito, recupero le mie compagne quasi incolumi (ma gli occhiali di
angela, mica tanto...), si cammina in mezzo alla moltitudine, si acchiappa la
metro, si raggiunge il letto, namo che domani si parte, destinazione manchester.
prima di svenire un pensiero attraversa nitido e si affaccia allo stato
cosciente: si, ora posso rispondere al domandone di cui sopra. ora so chi cazzo
me l'ha fatto fare...
Etichette:
VIAGGI=CONCERTI
giovedì 25 giugno 2009
notizia è l'anagramma del mio nome
già da un paio di primavere le nostre eroine lo inseguivano invano.
erano state là là per una storica trasferta a latina, l'anno passato, poi circostanze avverse le avevano indotte alla resa.
ma
quest'anno...ambè, quest'anno sia mai ce lo perdiamo! l'appuntamento è
all'olimpico, oh rega, mica cippe, all'olimpico, quello dove non molto
tempo fa UNA squadra vinse la coppa itaglia, quello sovrastato dalla
madonnina, quello dove tra na mesata suonerà un mandriano di
oltreoceano, ma intanto stasera c'è LUI!!!!
arriviamo
allo stadio in perfetto orario, già c'abbiamo pronta la scappatoia nel
caso, molto probabbile, che l'età media delle spettatrici sia inferiore
ad anni 12 "accompagno mia nipote, che i genitori da sola non la
mandano", le comprerei anche il cerchietto completo di due tenerissime
orecchie brillanti di intermittente luce rosa ma sò andate a ruba e nun
ja fo.
tant'è,
entriamo, distinti sud-ovest e un tripudio di luci e colori ci accoglie,
insieme a una folla di squinzie accompagnate da genitrici/fidanzati
(perplessi ma condiscendenti), la curva sud è gonfia, il pit ribolle, il
palco è gigantesco. si montano delle enormi lenzuola bianche, che poi
salgono salgono salgono a formare un sipario che pare una vela, c'è la
luna nuova, si fa buio, sui maxischermi appaiono delle luci che parono
le spade di guerre stellari...
CHE LA FORZA SIA CON NOIIIII e arriva LUI!!!!!!!
di nero vestito, con scarpe da ginnastica, gli occhi lustri che spaziano sul suo pubblico, acclamante, si va a incominciare.
non ci
facciamo mancare niente, ci sono le coriste, due chitarristi (di cui
uno, attenzione, discretamente notevole), il bassista, le tastiere, il
batterista di new york city (mica di acilia, ambè), i ballerini di break
dance. e qui si apre un capitolo, perchè, rega, i ballerini di break sò
uno spettacolo per gli occhi. fanno delle robe ma delle robe che la
metà basta, zompano e arimbalzano che solo le pallette pazze della mia
infanzia, se intorcinano con le gambe intorno a una sedia, tu tieni
d'occhio la croce rossa madechè, dici che se sfragneno? madechè sò no
spettacolo nello spettacolo e LUI balla con loro, ancheggia, hip hoppa,
brekka. lo stadio è in piedi, esultante. tutti cantano (che magari se
riuscisse anche a sentì un po' mejo LUI, visto che amo pagato...). le
squinzie le sanno tutte. e quando dico tutte intendo proprio tutte
tutte, mica come noartri che alle volte ce scordamo pure dei pezzi di
born to run e biascicamo tipo albertone nostro, uats ammerreca. il
repertorio viene snocciolato come un rosario, non manca proprio nulla,
stop dimentica, serenere, rosso relativo, raffaella, indietro, perdono,
fa pure la canzione che ha regalato a giusy e c'è pure il video di
franco battiato che recita con LUI.
la sua voce è
profonda, baritonale. ci ricorda la voce di eddie (perdonaci oh
Signore) ed è forse questo il motivo per cui ci piace tanto. ci tiene
pure a sottolineare che sta attento alle emissioni e che dopo li
concerti pianta l'alberi, è ecologico LUI.
siamo
confuse e felici (cit.), ci dimeniamo e cantiamo. LUI è commosso e in un
tripudio generale chiude, dopo due ore e mezzo di toccante intensità,
con tanto pe cantà. non se ne ha un'idea. pe fà la vita meno amara me sò
comprata na chitara...taaaaanto pe cantà, perchè me sento un friccico
ner core, taaaanto pe sognà perchè ner petto me ce naschi un fioreeeee,
fiore de lillà che mariporti verso er primo amore che sospirava le
canzoni mie e marintontoniva de bucie!!!!!!!!!!!!!!!!
un'onda, un mare, un'esaltazione collettiva.
è finito.
ce ne
andiamo con le squinzie che trillano, i fidanzati stremati dalla prova
ma soddisfatti, je l'hanno fatta, per almeno un par de giorni nun se
litiga, le mamme accompagnatrici nostalgiche che rimembrano i loro primi
concerti, di quando erano piccole sorcine, i papà lievemente isterici
che per recuperare la prole stanno parcheggiati quasi sopra
all'obelisco.
noi 2, stanche ma felici, risentiamo la registrazione e ci commuoviamo un po'. l'anno prox torniamo.
ma prima ci si iscrive al fan club.
che mica solo i pj fanno l'ingresso riservato ai fan...
Etichette:
VIAGGI=CONCERTI
venerdì 12 giugno 2009
musica
purchè ci sia musica, sempre...
questo è davvero il nostro motto, chè senza questa componente la nostra vita sarebbe infinitamente piu' triste e assolutamente molto molto piu' povera.
e ora proverò a spiegarvi, nell'ottica dell'amore assoluto per entrambi, come vivo la musica di bruce e la e-street e quella dei pj.
bruce è il modo in cui vorrei vivere la mia vita. con gioia, allegria, leggerezza, passione, commozione, divertimento, sempre e comunque. con gli amici al fianco, sempre.
i pj....bè, i pj, scoperti nel mezzo del cammin, sono stati una folgorazione. in principio è stata la voce di eddie, quella voce che mi arriva direttamente allo stomaco e mi tocca delle corde che quasi non sapevo di possedere.
e poi, con una delle poche doti che penso di possedere, la curiosità, mi sono addentrata, ho ascoltato, letto, ascoltato, guardato, ascoltato.
e mi pare di aver capito una cosa, mentre li ascoltavo sul treno che da milano mi riportava a casa.
i pj SONO la mia vita. quello strano miscuglio di rabbia per le ingiustizie sociali, voglia di cambiare, ribellione, quell'impulso a voler fare qualcosa, a muoversi (you can't be neutral on a moving train...) quell'esortazione a voler vivere il presente pur combattendo contro i "past regrets" e realizzando che davvero you are the only one who can forgive yourself, quella sensazione di affondare, alle volte i'm spinning, ma ci metto la rabbia e la forza e mi ritiro su, quell'ostinazione che dopo qualche tortorata mi fa comunque strillare che si i'm still alive, quella partecipazione ai drammi delle singole vite, anche distanti da me, anche diverse dalla mia, quell'estrema dolcezza che alle volte mi appartiene, e quella testardaggine che lotta a modo suo contro la rassegnazione, la banalità, il silenzio, l'arroganza del potere, la prepotenza del potere, quella voglia di purezza e spiritualità, cercata nella natura, got me a big wave, ride me a big wave, got me a big wave, quel realismo arrabbiato e insieme quella voglia di poesia.
quell'urlo che è dentro di me. quell'urlo.
i pj sono me.
Large fingers pushin' paint...
You're God and you got big hands...
The colors blend...
The challenges you give man...
Seek my part...devote myself...
My small self...like a book amongst the many on a shelf...
Sometimes I know sometimes I rise
Sometimes I fall sometimes I don't
Sometimes I cringe sometimes I live
Sometimes I walk sometimes I kneel
Sometimes I speak of nothing at all...
Sometimes I reach to myself, hear God...
qualche volta cerco me stessa, caro Dio.
questo è davvero il nostro motto, chè senza questa componente la nostra vita sarebbe infinitamente piu' triste e assolutamente molto molto piu' povera.
e ora proverò a spiegarvi, nell'ottica dell'amore assoluto per entrambi, come vivo la musica di bruce e la e-street e quella dei pj.
bruce è il modo in cui vorrei vivere la mia vita. con gioia, allegria, leggerezza, passione, commozione, divertimento, sempre e comunque. con gli amici al fianco, sempre.
i pj....bè, i pj, scoperti nel mezzo del cammin, sono stati una folgorazione. in principio è stata la voce di eddie, quella voce che mi arriva direttamente allo stomaco e mi tocca delle corde che quasi non sapevo di possedere.
e poi, con una delle poche doti che penso di possedere, la curiosità, mi sono addentrata, ho ascoltato, letto, ascoltato, guardato, ascoltato.
e mi pare di aver capito una cosa, mentre li ascoltavo sul treno che da milano mi riportava a casa.
i pj SONO la mia vita. quello strano miscuglio di rabbia per le ingiustizie sociali, voglia di cambiare, ribellione, quell'impulso a voler fare qualcosa, a muoversi (you can't be neutral on a moving train...) quell'esortazione a voler vivere il presente pur combattendo contro i "past regrets" e realizzando che davvero you are the only one who can forgive yourself, quella sensazione di affondare, alle volte i'm spinning, ma ci metto la rabbia e la forza e mi ritiro su, quell'ostinazione che dopo qualche tortorata mi fa comunque strillare che si i'm still alive, quella partecipazione ai drammi delle singole vite, anche distanti da me, anche diverse dalla mia, quell'estrema dolcezza che alle volte mi appartiene, e quella testardaggine che lotta a modo suo contro la rassegnazione, la banalità, il silenzio, l'arroganza del potere, la prepotenza del potere, quella voglia di purezza e spiritualità, cercata nella natura, got me a big wave, ride me a big wave, got me a big wave, quel realismo arrabbiato e insieme quella voglia di poesia.
quell'urlo che è dentro di me. quell'urlo.
i pj sono me.
Large fingers pushin' paint...
You're God and you got big hands...
The colors blend...
The challenges you give man...
Seek my part...devote myself...
My small self...like a book amongst the many on a shelf...
Sometimes I know sometimes I rise
Sometimes I fall sometimes I don't
Sometimes I cringe sometimes I live
Sometimes I walk sometimes I kneel
Sometimes I speak of nothing at all...
Sometimes I reach to myself, hear God...
qualche volta cerco me stessa, caro Dio.
Etichette:
SPROLOQUI IN LIBERTA'
venerdì 10 aprile 2009
semifreddo alla nutella
Servono:
6 tuorli
6 cucchiai di zucchero
400 ml di panna fresca liquida
un bicchiere classico di nutella
Sbattere bene bene i tuorli con 3 cucchiai di
zucchero fino ad ottenere un miscuglio bello cremoso, in un'altra ciotola
montare la panna con gli altri 3 cucchiai di zucchero. Unire la nutella
(anche un pò meno del bicchiere classico di cui sopra) al composto coi
tuorli e amalgamare. Infine incorporare la panna montata col
cucchiaio dal basso verso l'alto. Quando il colore sarà uniforme versate il
composto ottenuto nello stampo da plumcake e mettete nel congelatore per ore
(3 o 4 almeno)...non so quante di preciso ma poi vi regolate. E' un
semifreddo per cui va servito a fette, non troppo duro, e guarnito con
fiocchetti di panna, o spolverato di zucchero a velo, o di cacao
amaro...o altro che vi venga in mente.
Etichette:
RICETTE
giovedì 12 febbraio 2009
scegliere la mia morte (compatibilmente con ciò che ha deciso il Padreterno)
mi
piacerebbe finire come il suonatore jones - finii con i campi alle ortiche,
finii con un flauto spezzato, e un ridere rauco e ricordi tanti, e nemmeno un
rimpianto -
ma naturalmente no, non posso decidere come e quando morirò. non sarebbe neanche bello, in verità, perchè non ci sarebbe piu' sorpresa e senza sorprese già la vita sarebbe intollerabile, figuriamoci la morte.
non posso decidere se morire oggi stesso o tra cinque, venticinque, trent'anni. se morire di un colpo, di lunga malattia, in un letto d'ospedale, in riva al mare, passeggiando tra i boschi o per le vie di ny.
però su alcune cose VOGLIO decidere io, giacchè, tu guarda te, è di me che sto parlando, non della casalinga di voghera o dell'abitante la casa del grande fratello.
e allora chiariamo le idee ad eventuali capi del governo che vorrebbero decidere la mia morte (oltre che la mia vita...ah però, quel tot di delirio di onnipotenza...) o a folle di credenti che magari, in perfetta buona fede, si piazzerebbero davanti alla clinica coi ceri, un tozzo di pane e qualche litrata di acqua.
1- se mi capita un incidente, o mi viene un ictus o comunque precipito in coma irreversibile o in una situazione in cui non potrò tornare indietro, nel senso di non poter piu' fare almeno alcune delle cose che mi rendono bella la vita (leggere, vedere film, viaggiare, riflettere, divertirmi con mio figlio e con i miei amici, giocare col mio cane, fare l'amore, scrivere, indignarmi, ridere, RIDERE del mondo e di me stessa, dare una mano a qualcun altro, passeggiare, cantare, andare ai concerti, ascoltare la musica, ballare, e tante, tante altre cose ancora) no, non voglio vivere piu'. non nell'incoscienza, non in un altro posto, non come peso per coloro che mi vogliono bene (umberto eco, la repubblica 12/2/2009 "perchè ho il diritto di scegliere la mia morte") non come un corpo abbandonato che non può decidere per sè. non come cervello offuscato con funzioni ancora vitali. se non posso piu' fare le cose sopradescritte (o almeno un bel po' di quelle cose...) no.
staccate la spina, togliete l'ossigeno, levate l'alimentazione, fate quello che vi pare, ma lasciatemi andare.
2- gradirei non soffrire, o almeno non tanto. non sono di quelli, infatti, che pensano che le sofferenze siano regali del Signore. no, non la penso così. sono ancora convinta che il Signore voglia farci stare bene perchè ci ama. pure così stupidi e incoerenti e cattivi e indifferenti, egoisti e crudeli come talvolta siamo. perciò, per cortesia, imbottitemi di antidolorifici e amen.
3- voglio che siano donati i miei organi. quantomeno quelli ancora in buono stato (e qui mi fido del giudizio dei medici, hanno studiato, lo sapranno cosa vale la pena trapiantare e cosa buttare)
4- e poi voglio un funerale allegro, dove si mangia, si ride, si ascolta la MIA musica (mio figlio farà a meno, per una volta, della sua...), si chiacchiera e si pensa a me come ad una persona che ha cercato in vita leggerezza e gioiosità.
tutte queste cose mio figlio e i miei amici già le sanno. però, co sti chiari di luna, meglio metterle per iscritto e firmarle e controfirmarle.
lasciatemi andare dove spero di andare. dai miei zii, tanto amati e ammirati. dai miei cani, Tip, Asia, Stella, che mi sono corse a fianco per alcune parti della strada, da tanti altri a cui ho voluto bene e che spero di rivedere.
ma naturalmente no, non posso decidere come e quando morirò. non sarebbe neanche bello, in verità, perchè non ci sarebbe piu' sorpresa e senza sorprese già la vita sarebbe intollerabile, figuriamoci la morte.
non posso decidere se morire oggi stesso o tra cinque, venticinque, trent'anni. se morire di un colpo, di lunga malattia, in un letto d'ospedale, in riva al mare, passeggiando tra i boschi o per le vie di ny.
però su alcune cose VOGLIO decidere io, giacchè, tu guarda te, è di me che sto parlando, non della casalinga di voghera o dell'abitante la casa del grande fratello.
e allora chiariamo le idee ad eventuali capi del governo che vorrebbero decidere la mia morte (oltre che la mia vita...ah però, quel tot di delirio di onnipotenza...) o a folle di credenti che magari, in perfetta buona fede, si piazzerebbero davanti alla clinica coi ceri, un tozzo di pane e qualche litrata di acqua.
1- se mi capita un incidente, o mi viene un ictus o comunque precipito in coma irreversibile o in una situazione in cui non potrò tornare indietro, nel senso di non poter piu' fare almeno alcune delle cose che mi rendono bella la vita (leggere, vedere film, viaggiare, riflettere, divertirmi con mio figlio e con i miei amici, giocare col mio cane, fare l'amore, scrivere, indignarmi, ridere, RIDERE del mondo e di me stessa, dare una mano a qualcun altro, passeggiare, cantare, andare ai concerti, ascoltare la musica, ballare, e tante, tante altre cose ancora) no, non voglio vivere piu'. non nell'incoscienza, non in un altro posto, non come peso per coloro che mi vogliono bene (umberto eco, la repubblica 12/2/2009 "perchè ho il diritto di scegliere la mia morte") non come un corpo abbandonato che non può decidere per sè. non come cervello offuscato con funzioni ancora vitali. se non posso piu' fare le cose sopradescritte (o almeno un bel po' di quelle cose...) no.
staccate la spina, togliete l'ossigeno, levate l'alimentazione, fate quello che vi pare, ma lasciatemi andare.
2- gradirei non soffrire, o almeno non tanto. non sono di quelli, infatti, che pensano che le sofferenze siano regali del Signore. no, non la penso così. sono ancora convinta che il Signore voglia farci stare bene perchè ci ama. pure così stupidi e incoerenti e cattivi e indifferenti, egoisti e crudeli come talvolta siamo. perciò, per cortesia, imbottitemi di antidolorifici e amen.
3- voglio che siano donati i miei organi. quantomeno quelli ancora in buono stato (e qui mi fido del giudizio dei medici, hanno studiato, lo sapranno cosa vale la pena trapiantare e cosa buttare)
4- e poi voglio un funerale allegro, dove si mangia, si ride, si ascolta la MIA musica (mio figlio farà a meno, per una volta, della sua...), si chiacchiera e si pensa a me come ad una persona che ha cercato in vita leggerezza e gioiosità.
tutte queste cose mio figlio e i miei amici già le sanno. però, co sti chiari di luna, meglio metterle per iscritto e firmarle e controfirmarle.
lasciatemi andare dove spero di andare. dai miei zii, tanto amati e ammirati. dai miei cani, Tip, Asia, Stella, che mi sono corse a fianco per alcune parti della strada, da tanti altri a cui ho voluto bene e che spero di rivedere.
Etichette:
SPROLOQUI IN LIBERTA'
Iscriviti a:
Post (Atom)









